La notizia trasmessa da NRK secondo cui la FIS non avrebbe concesso lo status di neutralità ad Aleksandr Bolshunov non ha ancora trovato conferme ufficiali in Russia, tuttavia ha già scatenato le proteste.
Fra i più attivi ancora una volta l’ex campione olimpico di biathlon Dmitry Vasiliev che, in un’intervista a RIA Novosti, ha accusato i norvegesi di non volere il fuoriclasse russo come avversario.
“A mio parere, Bolshunov è temuto principalmente come un serio rivale. La FIS difende con forza Klaebo, considerato il più grande sciatore moderno. Allo stesso tempo, sono state create artificialmente delle condizioni che permettono a un buon atleta di ottenere un vantaggio sugli altri. Sì, la federazione ha un nuovo presidente, ma i cambiamenti fondamentali non avvengono dall’oggi al domani – ha spiegato Vasiliev -. Inoltre, l’Occidente coltiva da anni un atteggiamento negativo nei confronti della Russia, e cambiare queste convinzioni radicate in breve tempo è impossibile. Ciò che sta accadendo ora è veramente illegale. Spero che queste decisioni vengano valutate legalmente in futuro. Tali azioni non possono restare impunite: i responsabili devono essere chiamati a risponderne”.
Secondo l’ex biathleta alla base di tutto ciò vi sarebbe anche il timore dei norvegesi di essere sconfitti in casa, riportando di fatto un brutto colpo: “Dati i sospetti sull’uso di sostanze dopanti da parte degli sciatori norvegesi, questi temono anche di essere smascherati e accusati di concorrenza sleale. Pertanto, si stanno creando tutti gli ostacoli possibili per impedire a Bolshunov di superare questi falsi campioni sul suolo norvegese. Lo stesso vale per gli altri atleti russi: si sta facendo tutto il possibile per negare loro la possibilità di battere i norvegesi sulle loro stesse piste”.


