Markus Cramer si presenta nella hall dello Scandic Lerkendal, hotel che ospita la maggior parte delle nazionali presenti al Mondiale di Trondheim, compresa l’Italia. Come sempre l’allenatore tedesco della nazionale italiana è in prefetto orario all’appuntamento che gli abbiamo dato per conoscere il suo pensiero sulla prima settimana dell’evento iridato norvegese.
«Sono sicuramente soddisfatto – sono le sue prime parole – il Mondiale non poteva iniziare in un modo migliore, grazie alla medaglia conquistata da Pellegrino. In questi giorni nelle sprint soltanto lui può pensare di lottare con Klæbo e almeno provare a batterlo. Sono felice per lui e per tutta la squadra, perché questo risultato ci ha tolto un po’ di pressione. Anche sabato nello skiatthlon, Chicco è andato vicino a vincere una medaglia, che sarebbe stata per lui la prima in una distance. Ha fatto un’altra gara molto buona, alla fine battuto da quattro norvegesi. Il Mondiale è ancora lungo e vediamo cosa altro riusciremo fare».
Al termine dello skiathlon, Pellegrino l’ha ringraziata per averlo convinto a credere anche in questo format.
«Mi fa tanto piacere. Si, all’inizio era indeciso se gareggiare o meno nello skiathlon. Io ho provato a spingerlo a fare questa gara, perché ero sicuro che lo skiathlon fosse la sua principale opportunità di ottenere una medaglia distance. Ovviamente, quando c’è Niskanen nella parte in classico, sai che la gara può essere molto dura. Ma al di là del finlandese, poi assente, sapevo che su questo tracciato ci avrebbero provato e il ritmo sarebbe stato alto, perché ora che non c’è Bolshunov o altri russi, tutti i norvegesi vogliono la medaglia, non c’è più gioco di squadra. Insomma bisogna stringere i denti in classico e lui lo ha fatto restando molto vicino. Sono felice perché credo Chicco sia competitivo in questo format, è bravo in entrambe le tecniche e nelle mass start».
Al di là di Pellegrino, nella sprint tutti gli altri uomini al via non sono riusciti a qualificarsi. Cosa è accaduto
«Devo ammettere che ero un po’ arrabbiato, perché il giorno precedente avevamo parlato dell’atteggiamento da tenere in qualificazione, dove si doveva spingere forte fin dall’inizio. Su questo tracciato, se sei 35° ai 500 metri, resti lì fino alla fine. È stato così, i nostri atleti sono stati lenti nella prima parte e loro stessi hanno recriminato nei confronti di sé stessi. Qui si doveva spingere tanto all’inizio, perché poi si poteva respirare e recuperare nella lunga discesa per nulla tecnica. Purtroppo non lo hanno fatto in gara, ma anche questo fa parte dell’esperienza. Per esempio, Carollo è del 2003, ha bisogno di imparare e fare anche degli errori in questi eventi. Sono sicuro che quando il prossimo anno torneremo sulla stessa pista, avrà un atteggiamento diverso e non accadrà di nuovo. Lo stesso per gli altri, Graz e Ticcò, può accadere una volta ma non una seconda. Alla fine, però, io e gli atleti concordiamo su questo e anche loro sono arrabbiati».
Per quanto riguarda lo skiathlon, possiamo dire che delle buone prestazioni sono arrivate in particolare da Comarella e Daprà.
«Con gli uomini sapevamo di avere qualche difficoltà in classico, specie con queste condizioni e una partenza ad alti ritmi. Fortunatamente avevamo buoni materiali che hanno aiutato, ma quando si spinge così tanto nel classico, puoi pagarne nella seconda parte. Invece a skating, specie per Daprà, ma anche Graz, le cose sono andate bene. Purtroppo Barp sappiamo cosa è accaduto e infatti sta tornando a casa. Sono tanto dispiaciuto per lui. Per quanto riguarda le donne, sono rimasto impressionato da Comarella, in particolare per quanto fatto nella prima parte. Sapete che anche lei ha avuto problemi fisici negli ultimi due anni e non ha potuto fare tutto l’allenamento programmato. Ma nel giorno importante ha tirato fuori una delle sue migliori gare in stagione. Martina Di Centa già sono felice di averla qui dopo l’operazione sostenuta in autunno. Credo sia positivo quanto ha mostrato. Maria Gismondi era all’esordio in un Mondiale, mentre sono dispiaciuto per il risultato di Caterina Ganz, perché sappiamo che può fare di più. Purtroppo lei ha avuto problemi con i materiali e se qui non hai tenuta a classico, spendi tante energie, come successo anche a Diggins e Karlsson».
Ora entriamo nella seconda settimana. Si comincia con la 10 km a classico e due importanti ritorni in azzurro.
«Si, avremo al via anche De Fabiani e Nöckler. Ci auguriamo possano fare bene ed essere una sorpresa positiva. Devo dire che in allenamento le cose mi sono sembrate andare bene. Domani saranno molto importanti anche i materiali, che ci auguriamo siano ottimi come li abbiamo avuti nei giorni scorsi. Qui non è affatto facile per gli skimen, perché le condizioni sono molto particolari e cambiano di continuo. Si va dalla pioggia alla neve, poi magari, come domenica, decidono di salare a poco dalla gara, così cambiano completamente le condizioni».
Non ci sarà Elia Barp, quello che sembrava essere il compagno di squadra designato per Pellegrino nella team sprint. Avete già scelto un sostituto.
«Abbiamo già delle idee, ma vogliamo prima aspettare la gara di domani. Ovviamente ci sarà Pellegrino, poi vedremo se con lui andrà Graz, oppure se la gara di domani ci regala qualche sorpresa. È lo stesso anche con le donne, dove sulla carta dovremmo avere Ganz e Cassol, ma magari domani Laurent fa una grande gara e prendiamo una decisione diversa. Vediamo cosa accade. Gli atleti sanno chi è nel nostro piano, ma nulla è comunque certo. Un motivo in più per seguire con attenzione ciò che accade domani (dice con il sorriso, ndr)».
