Sono giorni di grande fermento questi per l’élite degli sport invernali che stanno portando a termine i raduni di preparazione in vista del grande evento olimpico e già iniziano a saggiare le piste a cinque cerchi in vista delle gare. Duro lavoro lungo quattro anni, condensato in due settimane decisive per la carriera di molti di loro.
Ma ad affrontare questo conto alla rovescia prima dell’accensione dei bracieri di Milano e di Cortina non sono solo gli atleti ma anche i tecnici che, seppur con un passo indietro, sono altrettanto fondamentali perché tutto si svolga al meglio, non solo a livello sportivo ma anche mentale. Ad Anterselva, per alcuni di loro sarà la prima volta alle Olimpiadi alla guida di una Nazionale, dietro il cannochiale o a bordo pista, ma l’emozione sarà identica, come identico è l’approccio: normalità e calma sono la chiave del successo olimpico.
L’IBU ha intervistato tre di loro, Simon Fourcade, Sverre Olsbu Roeiseland e Erik Torneus-Kulstad per testare le loro sensazioni a pochi giorni dal grande appuntamento.
L’allenatore dei francesi, forte della sua tripla esperienza olimpica da biathleta (2006, 2010 e 2014), non vive la tensione dell’avvicinamento su di sé, ma comprende appieno le pressioni sugli atleti e le insidie nascoste in questi giorni di attesa: “Non sentirò mai una pressione del genere come allenatore. Penso di aver raggiunto ciò che volevo durante la mia carriera sportiva, nonostante la pressione che ho accumulato in quel periodo. Ora che sono allenatore mi sento piuttosto rilassato. So che, sebbene abbia la responsabilità maggiore della squadra sulle mie spalle, il risultato non dipende da me. Credo che questo aiuti gli atleti, perché non trasferisco loro alcuna pressione”.
Per il norvegese Roeiseland, che in casa ha una collezione di medaglie a cinque cerchi non indifferente grazie a sua moglie Marte, l’esperienza accumulata in questi anni tra l’IBU Cup con la Norvegia e la squadra A tedesca, è il punto di forza da cui partire per vivere al meglio i Giochi: “Abbiamo imparato con gli esordienti ai Mondiali che a volte la normalità è la soluzione migliore. Non bisogna esagerare; le Olimpiadi sono diverse perché ci sono molte altre cose in ballo e si svolgono solo ogni quattro anni. È importante allenarsi e fare tutto il resto in modo abbastanza normale, senza mettere troppa pressione. Bisogna pensare che è la stessa gara, con gli stessi obiettivi e le stesse persone e che lo facciamo per divertirci. Affronteremo le Olimpiadi con energia positiva e renderemo le competizioni divertenti con un buon spirito di squadra. Rimanere calmi è importante per tutti. Se gli allenatori sono stressati, il nervosismo si trasmette direttamente agli atleti.”
La Finlandia ha tanta energia positiva assicurata con Torneus-Kulstad che da poco ha rinnovato la sua collaborazione con la Nazionale finlandese per almeno altri due anni. In questi anni il coach di tiro norvegese ha preso in mano una squadra con tanti giovani e l’ha portata ad un livello quasi impensabile fino a poco tempo fa, con Suvi Minkkinen attualmente seconda nella classifica generale. La parola chiave, anche per lui, è mantenere l’atmosfera nella routine della squadra, evitando di rimanere intrappolati nella “specialità” dell’evento: “In ogni situazione cercherò semplicemente di fare le stesse cose, senza mettere nulla di più. La stagione ci ha preparati molto bene, arrivando con maggiori aspettative. Il lavoro è rimasto lo stesso; abbiamo ottenuto ottimi risultati. In vista delle Olimpiadi, cercheremo semplicemente di continuare così. Sarà difficile, ma penso che sia la ricetta migliore. È solo biathlon. Voglio che gli atleti trovino il modo di fare una buona gara; se c’è poi la possibilità di ottenere qualcosa di veramente buono, allora la cogliamo”.

