La Mass Start conclusiva del programma olimpico maschile del biathlon ha calato il sipario con un momento di grande sportività e di verso spirito olimpico, con Nicola Romanin, Fabien Claude e Campbell Wright che, sul rettilineo finale, offrono uno sprint finale “spettacolo” al pubblico delle tribune della Suedtirol Arena di Anterselva. A raccontare questo bel siparietto, lo stesso Romanin ai media in Mixed Zone.
“Ci siamo detti “dai ci fermiamo sotto la discesetta e facciamo un po’ di show davanti al pubblico con uno sprint” e così ci siamo goduti il pubblico nell’ultimo giro giocandocela negli ultimi 100 metri”.
Oltre a questo però, non è stato facile per il fornese godersi questa sua prima Mass Start, ottenuta proprio durante le Olimpiadi.
“All’inizio ero molto deluso dai due colpi sbagliati, poi di nuovo nella seconda serie e poi eravamo molto indietro anche se io comunque ci ho creduto, ho dato sempre tutto, visto che con questo vento poteva succedere di tutto, ma purtroppo non sono riuscito mai a chiudere con uno zero, e quindi l’ultimo giro me lo sono goduto.”
Anche perché, essendo come già detto la prima Mass “a trenta” della carriera, era un contesto totalmente nuovo da conoscere e questo ha probabilmente influito. All’inviato di Fondo Italia, Giorgio Capodaglio, il 31enne dell’Esercito racconta il suo punto di vista di atleta su questo format inedito per lui.
“È stata molto difficile, durante il riscaldamento mi sentivo bene. Al primo giro però ho faticato a stare in gruppo, non essendo abituato e penso di essere arrivato troppo teso alla prima serie e credo che da lì siano arrivati gli errori, però dopo la gara analizzeremo per migliorare ai prossimi appuntamenti di alto livello”.
Poi non può naturalmente mancare un pensiero per il suo compagno di squadra, Giacomel: “Durante i giri di penalità ho visto che si era ritirato sul display, ho chiesto agli allenatori mentre facevo l’ultimo giro e mi hanno detto di stare tranquillo. Spero stia bene e non sia successo niente di grave.”
Con questa Mass Start si conclude “la favola” di Nicola Romanin, che è arrivato in Coppa del Mondo solo a gennaio, guadagnandosi un posto alle Olimpiadi sul campo e facendo ottime prestazioni. E, a quanto pare, l’appetito vien mangiando, cosa che forse gli farà rimandare il ritiro.
“La stagione è appena inziiata per me, quindi devo trarre il meglio da queste ultime tappe. L’altro ieri ho sentito Christian De Lorenzi e mi ha detto che nelle ultime tre settimane vengono fuori i forti e chi non molla dopo le Olimpiadi può fare davvero bene e ci credo ancora. Per il ritiro, diciamo che se a inizio stagione era al 90% adesso sono 50/50. Vedremo, intanto pensiamo al presente e a riprendere gli allenamenti al meglio.”

