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Biathlon

Biathlon – 600 km sul solco della Resistenza norvegese, così Strømsheim vuole ritrovare la forma per la prossima stagione

Foto Credits: Dmytro Yevenko/Fondo Italia

L’anno scorso ha vinto due medaglie d’oro ai Campionati mondiali e sembrava essere diventato un nome inamovibile per la squadra olimpica; ma la terribile concorrenza norvegese ha dimostrato che nessuno ha un posto sicuro quando si tratta di grandi eventi ed Endre Strømsheim, non riuscendo a riconfermarsi ad altissimi livelli, ha vist svanire il suo sogno olimpico praticamente prima di Natale, escluso dalla Coppa del Mondo dopo i deludenti risultati ottenuti ad Oestersund. A Nove Mesto, quando la squadra era ormai in ritiro pre-olimpico, il norvegese ha ricevuto un’ultima chance di provare le sue qualità ad alto livello, ma anche quella è stata disattesa: cinque errori e una pessima forma sugli sci lo hanno relegato in 84esima posizione. Un risultato che gli ha fatto prendere la decisione di chiudere la stagione in anticipo ed elaborare un piano per riprendersi la scena nella prossima stagione.

Poiché il 28enne di Baerum è noto per i suoi allenamenti abbastanza estremi, a Langrenn.com rivela qual è il piano in vista della prossima stagione: “Sono rimasto in Repubblica Ceca qualche giorno dopo la Coppa del Mondo. Lì ho trascorso le prime 48 ore dopo la gara a valutare la mia situazione sportiva
e ho deciso che non valeva più la pena continuare a impegnarmi in questa stagione. Poi ho iniziato a pensare a cosa fosse intelligente fare in futuro e a come trasformare la sconfitta in qualcosa di positivo.”

E la prova estrema è presto stata concepita: Strømsheim percorrerà 600 chilometri con gli sci attraverso sette valli, da solo con slitta e zaino, seguendo un percorso molto speciale, simbolo della resistenza norvegese, che conduce verso la Svezia. Nel 1943, Birger Strømsheim e i ragazzi di Gunnerside intrapresero questo viaggio dopo aver fatto il sabotaggio dell’impianto di acqua pesante di Vemork, nel Telemark.

“Volevo fare qualcosa di diverso, di grande e storico. Così mi è venuto in mente questo percorso” racconta Strømsheim. “All’inizio pensavo che fosse un po’ troppo impegnativo ma mi piacciono le
sfide. E la gente è molto disponibile e mi sta mettendo a disposizione i rifugi lungo il percorso così potrò dormire in molte delle capanne originali del viaggio del 1943. Ci sono molti aspetti divertenti in questo progetto, quindi ho deciso che dovevo semplicemente farlo.”

Non solo un allenamento verso la stagione 2026/27 ma anche un’avventura, che Strømsheim condividerà regolarmente su Instagram: “Il piano è quello di fare molto allenamento aerobico tranquillo, ma allo stesso tempo questo è un viaggio che va oltre il semplice allenamento. Spero di poter onorare la memoria di coloro che erano disposti a sacrificare tutto durante la guerra.”

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