La Norvegia piazza il colpo di coda nella staffetta femminile nella giornata conclusiva dei Mondiali Youth di Arber e centra il primo oro della rassegna iridata. Secondo piazza, manco a dirlo, per la Francia (+1″07″) e terza un’ottima Ucraina (+1’32”). Per l’Italia (Forneris, Giordano e Miraglio Mellano), dopo la “sbornia” di ventiquattro ore fa, un nono posto che rispecchia l’andamento di questa settimana di gare (miglior piazzamento il 17esimo di Forneris nell’Individuale) con un distacco di 3’20” e dieci ricariche usate (solo la Francia con dodici ne ha usate di più tra le nazioni in top ten).
Per le giovani norvegesi, quindi, dopo i due argenti di Voelstad tra Sprint e Individuale, il primo sigillo dorato; il terzetto composto da Haarstad, Voelstad e Skog ha puntato sulla precisione (cinque ricariche totali) a differenza delle già citate fallose transalpine. Proprio la bi-medagliata individuale ha posto le basi per la rincorsa all’oro lasciando alla compagna poco meno di 30″ sulla Francia e Skog è stata brava a gestire e a dilatare il vantaggio.
Le nostre, purtroppo, hanno sempre dovuto rincorrere. Dopo un buon poligono a terra di Forneris sono iniziati gli errori che hanno relegato le nostre attorno alla settima o ottava posizione nonostante un buon avvio in seconda di Giordano. Settima piazza in uscita dal primo poligono di Mellano poteva presagire a un buon finale ma i due errori in piedi ne hanno condizionato il risultato. Poco cambia. L’importante è fare esperienza: per dimostrare il reale valore ci sarà tempo e luogo.

