Si è chiusa con un sontuoso quattordicesimo posto la 50 km di Holmenkollen per Martino Carollo, autore della sua miglior prestazione sulla distanza più lunga del calendario. Un risultato che segna un passo avanti importante rispetto all’esperienza dello scorso anno e che lascia intravedere margini di crescita interessanti per il futuro.
Il 22enne delle Fiamme Oro, raggiunto da Fondo Italia, ha analizzato al termine della gara, pur provato dall’impegno, la sua performance e le condizioni trovate in pista, difficili da seguire per il pubblico a causa della nebbia, ma anche per gli atleti.
“Sì è stata sicuramente la mia miglior 50km, da quella di Trondheim dell’anno scorso c’è stato proprio un bel miglioramento, perché comunque quell’anno dell’anno scorso è stata la mia prima 50km a livello internazionale quindi sicuramente è una gara dove c’è tanta esperienza da fare e tanto da imparare essendo giovane, anche a livello di energie”
Il cuneese ha sottolineato come il format richieda maturità anche dal punto di vista fisico e le condizioni e le caratteristiche del tracciato hanno richiesto un’attenzione diversa rispetto a quella della gara iridata di un anno fa: “Anche lo sforzo è diverso, per gli atleti con più anni di endurance alle spalle è più facile, mentre per un atleta giovane le gare sprint o 10km sono meglio, mentre si fatica di più in gare di endurance pure. Poi lo scorso anno era stata una battaglia tosta con una neve molto dura mentre oggi le condizioni erano diverse, nonostante la nebbia e l’umidità e temperature alte, hanno salato la pista quindi la gara è stata un filo più semplice poi si sa che Oslo come dislivello è impegnativa, con 6 tornate dallo stadio fino al più alto che ricorda quasi un Trofeo Sportful sugli skiroll per fare un paragone, per 10 minuti sei sempre in salita e non hai quasi mai recupero”
Dal punto di vista tattico l’azzurro ha cercato di gestire al meglio lo sforzo: “Il mio obiettivo per oggi era di stare più attaccato possibile ai migliori, poi nel momento in cui i migliori sono andati via mi sono adattato al ritmo del secondo gruppetto, anche se in una 50km non sei mai a tutta ma piuttosto devi gestire perché anche gli ultimi 3km può spegnersi la luce e quindi bisogna tenere sempre un po’ di riserva di energie per arrivare sicuri e tranquilli alla fine, quindi sono soddisfatto.”
L’esordio nella 50 km di Holmenkollen ha avuto anche un valore emotivo particolare per il giovane di Borgo San Dalmazzo, che prima che atleta è innanzitutto un appassionato di gare di sci: “È stato un giorno molto speciale, l’atmosfera come si sa qui è incredibile, una gara unica e una delle più importanti dopo Mondiali e Olimpiadi. Aver esordito così mi rende orgoglioso e fiducioso, anche perché so che in sprint e 10km in questo momento sono più competitivo, ma nei prossimi anni si potrà lavorare molto bene, già in vista dei Mondiali del prossimo anno e ho avuto la prova che anche nelle gare più lunghe ora possono iniziare a dire la mia.”

