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Sci di fondo

Sci di fondo – Lovera ha sognato il podio ad Holmenkollen: “Stiamo iniziando ad avvicinarci, sappiamo cosa manca”

Come spesso capita nelle gara di Coppa del Mondo che si svolgono in Norvegia, dove i padroni di casa possono contare su un folto gruppo di atleti nazionali, anche nella mitica 50 km di Holmenkollen, l’ordine di arrivo si è rivelato una specie di piccolo campionato nazionale con i primi otto posti occupati da soli norvegesi.
Il primo non norvegese al traguardo è stato, in nona piazza, il francese Victor Lovera, che ha firmato una prestazione di alto livello, ottenendo il suo miglior risultato stagionale in Coppa del Mondo.

Un bel risultato che arriva dopo le difficoltà della settimana precedente come ha raccontato a Nordic Magazine. “È stata una gara incredibile. Dopo i Giochi ho avuto un forte contraccolpo, sono stato malato. A Lahti è stato un fine settimana complicato dove non ho raccolto punti, ma in fondo sapevo che durante i Giochi Olimpici – dove oltre all’argento di staffetta, il suo peggior risultato è stato il 15esimo posto dello skiathlon – era scattato qualcosa dentro di me”.

Il trucco è stato presentarsi al via senza alcuna pressione: “Ho affrontato la gara senza alcuna pressione. È la gara più mitica che abbiamo nel circuito. Era quella che mi faceva sognare di più. Non si sa mai davvero cosa aspettarsi, perché sono sforzi talmente duri che quasi non hai il tempo di pensare”.

Anche i dati della gara concordano con questa visione del 25enne: dopo la salatura della pista la neve era velocissima e, complice l’assenza di Klaebo, i norvegesi, ingolositi dalla possibilità di vittoria, hanno messo già gara dura, con il risultato di aver realizzato la 50km più veloce della storia di Oslo.

“La neve scorreva davvero velocissima, il livello cresce ogni anno. Nell’ultima lunga salita, a circa sei chilometri dall’arrivo, Krueger ha imposto il ritmo e a livello muscolare ho ceduto un po’. Ma alla fine ho dato tutto fino al traguardo. A un certo punto ho davvero creduto di poter fare podio. Poi però ho abbassato un po’ la guardia nel momento sbagliato, ho avuto un piccolo calo di energie. Non è andata, ma l’obiettivo è lavorare per colmare quel piccolo gap”.

Questo risultato conferma anche l’attitudine di Lovera per le gare distance, come aveva già saputo mettere in mostra ai Giochi con l’ottavo posto nella 50km a tecnica classica. “È uno sforzo che mi piace, che sento mio. Dimostra che siamo sulla strada giusta. Anche se davanti a me c’erano otto norvegesi, stiamo iniziando ad avvicinarci. Sappiamo cosa ci manca”.

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