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Un’Olimpiade da record per l’Esercito: risultati storici e un sistema che continua a crescere

Le recenti Olimpiadi invernali hanno consegnato al Gruppo Sportivo dell’Esercito un risultato senza precedenti. Sette medaglie conquistate da otto atleti diversi rappresentano un traguardo storico che testimonia la solidità e la profondità del lavoro sviluppato negli anni dal comparto sportivo della Forza Armata.

Accanto ai podi, anche i numeri delle convocazioni raccontano la dimensione del contributo offerto allo sport italiano: 34 atleti selezionati per i Giochi, supportati da 17 tecnici e 5 membri dello staff accreditati all’interno delle Venue con incarichi di responsabilità, confermano il ruolo centrale dell’Esercito nel panorama olimpico nazionale.

A raccontare il significato di questo risultato è Francesco Berlendis, Primo Luogotenente e storico uomo del biathlon italiano, oggi a capo del Dipartimento Agonistico degli Sport Invernali a Courmayeur (AO), intervistato alla Sudtirol Arena di Anterselva (BZ), uno dei templi internazionali della disciplina.

“Queste medaglie sono qualcosa di straordinario, sottolinea Berlendis, ancora di piu se si pensa che sono arrivate da quattro discipline differenti di cui tre nell’ambito FISI e una FISG. Il primo ringraziamento va naturalmente agli atleti, sebbene dietro ad ogni risultato ci sia un sistema di lavoro molto ampio che va riconosciuto ed apprezzato. Allenatori, preparatori atletici, skimen e tutto il personale tecnico contribuiscono quotidianamente a creare le condizioni per il successo. Al loro fianco le Federazioni, i quadri dirigenti e non che supportano il lavoro amministrativo, logistico e finanziario; un vero e proprio sistema di eccellenza.”

Oltre alle medaglie, Berlendis richiama l’attenzione anche sui piazzamenti nelle prime sei posizioni, indicatori fondamentali della competitività complessiva. Questi risultati consentono agli atleti di entrare nel cosiddetto “club olimpico”: insieme, i medagliati e i quarti classificati saranno ricevuti al Quirinale dal Presidente della Repubblica l’8 aprile, successivamente dal Signor Ministro della Difesa e il giorno dopo dal Santo Padre.”

Il valore del sistema “Esercito e Sport”

Uno dei pilastri del modello sportivo dell’Esercito è rappresentato dalle squadre di sede, strutture che permettono agli atleti di proseguire il proprio percorso agonistico anche nei momenti in cui restano fuori dalle squadre nazionali a causa di infortuni o momenti di calo prestativo temporaneo.

“Le squadre di sede sono fondamentali, spiega Berlendis, perché permettono agli atleti di continuare a lavorare ad alto livello e, in molti casi, di rilanciarsi. Un esempio concreto è quello del Graduato Scelto Nicola Romanin, che ha iniziato la stagione nella squadra di sede delll’ Esercito da Brunico ed è poi riuscito a conquistare la convocazione olimpica, arrivando anche a qualificarsi per la Mass Start a cinque cerchi.”

Un risultato che conferma l’importanza di un sistema capace di accompagnare gli atleti lungo tutte le fasi della carriera sportiva.

Dal campo alla guida del Dipartimento Agonistico

Dopo oltre trent’anni trascorsi sul campo, principalmente nel biathlon nazionale ed internazionale, Berlendis ha recentemente assunto il ruolo di Capo del Dipartimento Agonistico degli Sport Invernali e del Ghiaccio, con responsabilità più gestionali e strategiche.

“Il mio incarico doveva essere inizialmente temporaneo, racconta, e poi come spesso capita sono ormai passati due anni e mezzo. Questo cambio di prospettiva mi ha arricchito molto: ho avuto modo di conoscere discipline diverse dal biathlon, come lo slittino e lo snowboard, e soprattutto di contribuire alle scelte strategiche sugli investimenti per le squadre e per gli atleti.”

Un lavoro complesso, orientato non solo ai risultati immediati ma alla costruzione delle condizioni migliori per il prossimo quadriennio olimpico.

Il sostegno istituzionale

Berlendis conclude sottolineando l’importanza del supporto garantito dalla struttura militare e dai vertici dell’Esercito.

“Un ottimo lavoro di team, sotto la gestione del Comandante del Centro, (i.e.Tenente Colonnello Patrick Farcoz), unito al rapporto diretto con la Presidenza del Gruppo Sportivo (i.e. Tenente Colonnello Claudio De Rosa) e dello Stato Maggiore dell’Esercito è fondamentale. Il sostegno istituzionale permette di garantire continuità al sistema sportivo militare, anche attraverso i concorsi dedicati al comparto sportivo. Mediamente l’Esercito riesce a bandire tra le 10 e le 12 unità all’anno da dedicare agli sport invernali, un contributo importante per lo sviluppo delle discipline e per il futuro dello sport italiano.” I risultati olimpici ottenuti confermano così la centralità del Gruppo Sportivo Esercito nel sistema sportivo nazionale, capace di coniugare eccellenza tecnica, visione strategica e un lavoro di squadra che coinvolge atleti, tecnici e personale specializzato

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