L’approdo di Émilien Jacquelin nel mondo del ciclismo ha colpito particolarmente il settore francese delle ruote, lasciando alcuni anche a bocca aperta. Fra questi c’è anche Nans Peters, ex professionista ritiratosi al termine della stagione 2025 e in grado di conquistare una tappa al Giro d’Italia e una al Tour de France.
Grande amico, nonché avversario di Jacquelin durante le categorie giovanili, l’ex corridore della Decathlon CMA CGM si è sorpreso di veder arrivare il biathleta nella squadra dove aveva corso sino a qualche mese prima.
“L’avevo visto accennare che avrebbe rimesso il numero di gara sulla schiena nel 2026, ma non pensavo che l’avrei visto correre a questi livelli. Lo immaginavo piuttosto impegnato in gare amatoriali vicino a casa – ha spiegato Peters ai microfoni di Nordic Magazine -. Quindi è stata una meravigliosa sorpresa per me, ero felicissimo! Sta realizzando il suo sogno ed è determinato a far bene. Gli auguro tanti risultati. Sono semplicemente dispiaciuto di aver smesso lo scorso anno e di non poter correre con la stessa maglia di Émilien, sarebbe stato fantastico”.
Avendo corso insieme nella categoria juniores, Peters conosce molto bene Jacquelin e sa perfettamente il talento di cui gode il campione olimpico, non solo con la carabina in spalla. “Anche da junior era un corridore aggressivo. Nelle gare di biathlon rivedo in lui quello che ho visto con i miei occhi qualche anno fa in bicicletta. Era un po’ un temerario. Non voleva solo vincere la gara e spingersi al limite; voleva farlo con stile – ha aggiunto Peters -. Lo si vede nel biathlon: a volte attacca nelle mass start fin dal primo giro e poi sbaglia due volte nel primo poligono. Era un po’ la stessa cosa in bicicletta; non si è mai trattenuto. Ha questo istinto di correre come immagina lui. Quando funziona, è ancor più bello e questo che rende lo sport meraviglioso”.
Peters ha quindi fatto una previsione su quale potrebbero essere le prospettive in vista della propria esperienza nel mondo del ciclismo: “Essere in grado di dare il massimo nei cinque minuti successive all’uscita dai box è un buon risultato, ma riuscire a mantenere questo sforzo per quattro o cinque ore sarebbe ancor meglio. Credo che sia proprio questo aspetto su cui farà più fatica. Con l’allenamento però può migliorare e ha una motivazione enorme. Il suo sogno era diventare un ciclista professionista. Se metterà la stessa determinazione che mette sugli sci, potrebbe andare lontano”.

