Una giornata da ricordare, di quelle che vanno oltre il risultato sportivo. Ai Campionati francesi per club di Les Saisies, la staffetta del Mont d’Or ha conquistato il podio e la promozione in Divisione 1, ma soprattutto ha regalato alle più giovani un’esperienza destinata a lasciare il segno.
Accanto a loro, infatti, c’era Lou Jeanmonnot, fresca vincitrice della Coppa del Mondo di biathlon, che ha guidato la squadra composta anche da Héloïse Pontarlier e Héloïse Hauck fino al terzo posto finale.
Per Pontarlier, prima frazionista e ancora Under 15, è stato qualcosa di difficile da descrivere. “Per me è stato qualcosa di speciale e davvero impressionante. Lou è un’atleta che seguo da anni, quindi condividere una staffetta con lei è stato motivante e mi ha spinto a dare il massimo”, ha raccontato a Nordic Magazine, spiegando come l’emozione iniziale si sia trasformata subito in determinazione.
La giovane francese ha vissuto la gara con un approccio semplice, cercando di concentrarsi sulla propria frazione senza farsi travolgere dal contesto. “All’inizio l’ho vista come una compagna di squadra. Volevamo fare una grande gara insieme e io ho cercato di dare tutto per mettere la squadra nella posizione migliore possibile”.
Poi, il momento chiave, quello in cui la staffetta passa nelle mani di Jeanmonnot. “Vederla partire è stato rassicurante, perché sapevo che poteva fare grandi cose. Fino alla fine ho creduto in lei”, ha spiegato, prima di raccontare l’arrivo, vissuto con grande intensità. “Ero incredibilmente commossa, non sono riuscita a trattenere le lacrime. È un momento che resterà per sempre impresso nella mia memoria”.
Un ricordo reso ancora più speciale dal clima vissuto durante tutta la giornata. “È stata sempre disponibile e incoraggiante, abbiamo condiviso davvero tanto. È stato fantastico, mi ha persino permesso di truccarla con i colori del club”, ha aggiunto, restituendo l’immagine di una squadra unita anche fuori dalla gara.
Sulla stessa linea anche Héloïse Hauck, seconda frazionista, che ha sottolineato l’impatto emotivo di correre accanto a una campionessa di questo livello. “È davvero gratificante e stimolante. Ti mette una pressione positiva che ti aiuta a superare i tuoi limiti”, ha spiegato, raccontando l’effetto di condividere la gara con un’atleta che fino a poco prima vedeva soltanto in televisione.
Il momento del cambio resta uno dei più significativi. “Quando le ho passato il testimone ho pensato: ‘Sto passando il testimone a Lou, è nella mia squadra’. È stato incredibile”, ha raccontato, prima di spostarsi a bordo pista per seguirne l’ultima frazione.
La progressione di Jeanmonnot ha fatto crescere l’entusiasmo fino allo sprint finale. “Quando ho visto che era davanti ho capito che potevamo farcela. E quando ha chiuso la gara ero felicissima. Salire sul podio è stata la ciliegina sulla torta”.
Al di là del risultato, resta soprattutto il valore dell’esperienza condivisa. “Sono momenti che non riguardano solo noi, ma tutta la società”, ha spiegato Hauck, sottolineando l’importanza di una giornata che ha unito squadra, famiglie e tifosi.
Il terzo posto e la promozione rappresentano un traguardo concreto, ma il ricordo più forte resta quello di una staffetta vissuta insieme a una delle migliori biatlete al mondo. Un’esperienza che, per chi l’ha vissuta da dentro, ha già il sapore di qualcosa che va oltre la gara.

