Reduce da una stagione che ha scritto la storia sportiva della disciplina, Lisa Vittozzi si racconta al Corriere dello Sport con la solita e profonda consapevolezza che la contraddistingue. L’oro olimpico, inseguito e conquistato, non è stato soltanto un traguardo agonistico, ma il punto di arrivo di un percorso fatto di ostacoli, dubbi, pressioni e rinascita.
Reduce da una settimana di impegni istituzionali, dall’incontro col Presidente della Repubblica Italiana alla Festa dell’atleta del C.S. Carabinieri, Vittozzi tira le somme del suo inverno, in cui successi sono frutto di un lavoro collettivo, di tante persone che le sono rimaste accanto nei momenti più complessi.
“Essere accolti dal Presidente della Repubblica è sempre un’emozione. È bello sapere di aver fatto qualcosa d’importante per l’Italia. Al di là dei risultati, credo che abbiamo rappresentato bene i valori che fanno parte della bandiera che abbiamo riconsegnato.”
Anche se i dubbi della vigilia “sono sempre rimasi lì” confessa la sappadina, “solo dopo la vittoria dell’oro olimpico mi sono sentita davvero serena. Avevo così voglia di prendermi quel riscatto dopo aver passato un’estate molto difficile, che se non ce l’avessi fatta sarebbe stata una delusione. Ho lottato tanto con le pressioni, quelle che mi ero posta da sola e le aspettative altrui. Vincere l’oro è stato un sollievo.”
Una medaglia individuale di un altro colore, per l’ambiziosa Lisa, non avrebbe avuto lo stesso significato, visto il suo percorso: “Non l’avrei buttato via ma l’obiettivo era l’oro per poter dire, nel giorno in cui chiuderò la mia carriera, di aver completato il puzzle. Anche per questo l’estate non è stata facile: sapevo che stavo chiedendo a me stessa qualcosa di possibile ma tanto difficile”.
La 31enne veniva del resto da un anno di stop e, con esso, tanta incertezze. “L’unica certezza era la consapevolezza del mio valore. I miei allenatori (Edoardo Mezzaro e Alex Inderst, ndr) sono stati fondamentali perché a volte hanno visto la peggior versione di me. Mi hanno supportata dicendomi la verità, […] mi hanno invitata ad avere pazienza. Avevano ragione e li ringrazio, così come devo tantissimo alla mia famiglia, al C.S. Carabinieri, ai miei psicologi e a tutti coloro che hanno vissuto in prima fila tutti i miei stati emotivi e la fatica per raggiungere questi risultati.”
Fondamentale quindi anche l’apporto del gruppo sportivo: “Mi è sempre stato vicino in questi anni, sostenendomi nei momenti più difficili. Noi atleti siamo messi nelle condizioni di esprimerci al meglio e quando indossiamo la tuta dell’Arma ai Campionati Italiani ci sentiamo parte di una grande famiglia, che va oltre lo sport. Rappresentiamo tutti coloro che ne fanno parte, magari stando tutti i giorni in strada.”
Un off season pieno di impegni per la biathleta azzurra, che un po’ come il suo finale di stagione che l’ha portata ad ottenere, tra tutte le atlete del circuito di Coppa del Mondo, il maggior numero di punti e portando a casa anche la prima vittoria del biathlon italiano nel tempio di Holmenkollen.
“Alcuni credevano non fossi più motivata dopo la vittoria dell’oro e mi ha dato fastidio” afferma. “Chi mi conosce sa che ho sempre fame, se non avessi motivazioni nemmeno partirei. Ho affrontato le gare con maggiore tranquillità e lo farò anche in futuro. Voglo vivere i prossimi anni con la stessa voglia di vincere, ma con maggiore serenità e consapevolezza ancra più alta. Ho dimostrato che mi esprimo al meglio quando gareggio divertendomi.”
A proposito di futuro, si aprirà presto il prossimo quadriennio olimpico, che condurrà gli atleti delle discipline invernali verso i Giochi del 2030 sulle Alpi Francesi, ma Vittozzi non ha ancora le idee chiare sul da farsi. “Sono ancora lontani, ma ho imparato che un quadriennio passa veloce. Mi concentro una stagione alla volta. Non escludo di poter puntare ancora alla Coppa del Mondo”.
Un obiettivo certamente fattibile, come fa notare la stessa atleta, arrivata terza nonostante abbia saltato diverse gare. Il prossimo anno, è certo, l’Italia potrebbe rispondere alla Francia che quest’anno ha alzato la Sfera di Cristallo generale sia al maschile che al femminile: oltre a Vittozzi, la squadra azzurra può contare su Giacomel, che con la compagna di squadra ha un bel rapporto.
“Avrà modo di rifarsi perché è giovane e competitivo” rassicura, parlando di quanto è accaduto al primierotto nella Mass Start delle Olimpiadi. “Stavo guardando la gara in tv e quando si è fermato in quel modo mi sono preoccupata, temendo un problema grave. In realtà Tommy in quel momento era arrabbiato per la gara e mi sono immedesimata in, ma la cosa più importante è la sua salute. Per fortuna è andato tutto bene.”

