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Biathlon , Sci di fondo

Biathlon e sci nordico – FISI Media Day: la Federazione celebra i successi di Milano-Cortina 2026: “Abbiamo dimostrato il valore di un’intera nazione”

Dopo una stagione da record, ma soprattutto un’Olimpiade casalinga senza precedenti, la Federazione Italiana Sport Invernali può celebrare una delle annate più belle della sua storia. Le trenta medaglie conquistate dallo sport italiano a Milano-Cortina 2026 sono buona parte frutto del grande lavoro svolto dalla Federazione che si è riunita a Milano per celebrare i suoi campioni all’interno del Teatro Armani.

Una location di grande livello per festeggiare le numerose vittorie in occasione del FISI Media Day dove hanno preso parte alcuni dei talenti principali dello sci nordico e del biathlon come Federico Pellegrino, Dorothea Wierer, Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Elia Barp, Davide Graz e Martino Carollo che hanno ripercorso il proprio percorso. “Dopo aver visto i risultati che abbiamo raggiunto, abbiamo visto il valore di un’intera Federazione. Sono tantissime discipline andate a podio per cui questo è il valore di una nazione intera” ha chiosato Hofer.

Grande soddisfazione per Dorothea Wierer che, grazie all’argento ottenuto in staffetta, ha concluso nel migliore dei modi la propria carriera davanti al proprio pubblico che l’ha celebrata con una grande festa:
“Diciamo che sapevo già da molto tempo che sarebbe stata la mia ultima Olimpiade, dove finivo la carriera. Mi ritengo molto fortunata di aver vissuto l’Olimpiade in casa dove tutto è cominciato – ha raccontato la 35enne di Anterselva -. Sono molto contenta di come siano andate le cose, di tutti i risultati che ho potuto tenere. Devo ringraziare la Federazione, i tecnici che hanno fatto parte in questi anni senza i quali non avrei ottenuto questi risultati. Sono felice di aver smesso”

L’argento non è bastato invece per Tommaso Giacomel che, a causa di un problema fisico, ha dovuto fermarsi durante la mass start concludendo anzitempo la propria stagione: “E’ stato un grande imprevisto, però il mio corpo mi ha aiutato parecchie volte a vincere tante gare, ma quel venerdì ha deciso di abbandonarmi – ha raccontato il 25enne di Imer -. Mi dispiace, ma non posso incolpare nessuno. Se succedeva il giorno dopo con un’altra medaglia al collo sarebbe stato meglio. Ho tantissima rabbia per quanto è successo perché mi ha precluso di lottare per la generale quando ero secondo”.

Il doppio bronzo ha invece chiuso la carriera di Federico Pellegrino in uno dei punti più alti di una storia lunga oltre quindici anni e che ha permesso all’Italia di tornare ad aver la consapevolezza di potersela giocare in futuro nello sci di fondo. Un lascito importante che il 35enne di Nus potrà condividere con i giovani colleghi.

“Quel giorno abbiamo vinto sul campo, ma per quattro anni è stato l’unico obiettivo che avevo. Si tratta di una delle più grandi soddisfazioni dell’intera carriera, perché non dipendeva solo dalle mie gambe, ma anche per il lavoro fatto con Markus Cramer che ha puntato più sull’aspetto psicologico, tanto che il giorno prima sapevamo che quella medaglia sarebbe arrivata – ha aggiunto Pellegrino -. Con questi tre ragazzi ho avuto il privilegio di chiudere la carriera in un’Olimpiade come portabandiera e poi ho chiuso al meglio. Ci tenevo tanto per i tifosi affinché, dopo Pellegrino, potessero continuare a sognare e incitare altri fondisti che siano in grado di vincere”.

Pellegrino non ha nascosto di aver ripensato sul ritiro, ma ha comunque confermato di voler rimanere sulla propria decisione puntando ad aiutare i colleghi più giovani: “Fare la vita d’atleta è quello che mi è sempre piaciuto di più. Nel momento in cui sono riuscito a vincere l’ultima gara di Coppa del Mondo, ho pensato che avrei potuto proseguire ancora un anno, ma c’è già altro che mi aspetta. Non escludo che possa aiutare questi ragazzi in altra maniera”.

Proprio quell’eredità sono pronti a raccoglierla gli altri frazionisti della staffetta maschile che, proprio da quel bronzo, vogliono fare meglio ancora: “Ci proviamo a battere i norvegesi anche se sembra di essere distanti di più che vorremmo. E’ una grossa soddisfazione, rispetto a quanto abbiamo promesso a inizio stagione. Portarlo a casa è stato ancor più soddisfacente. Ho fatto anche la team sprint con Federico e ne abbiamo portata a casa un altra – ha concluso Barp a cui si sono aggiunte le parole di Carollo -. Dopo questa medaglia c’è una consapevolezza per le prossime stagioni. Federico ci lascia un team che cercherà di andare avanti. E’ stata una grossa responsabilità per me, di essere uno dei quattro. Il mio compito era lasciare una delle posizioni più vicine al podio e vincere una medaglia”.

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