Home > Notizie
Sci di fondo

Per Northug le squadre private restano ancora il futuro dello sci di fondo

Photo Credits: Fondo Italia

Il modello di preparazione tradizionale all’interno delle squadre federali della nazionale è davvero destinato a perdere centralità nello sci di fondo scandinavo? Sì, secondo Petter Northug.

L’ex campione, oggi alla guida del Team Burger King Northug, è intervenuto ai microfoni di Nettavisen commentando le ultime vicende che hanno coinvolto diversi atleti dell’élite, da Astrid Oeyre Slind e Karoline Simpson-Larsen, costrette ad accettare la convocazione in Nazionale norvegese per poter garantirsi un posto in Coppa del Mondo, fino ad Alvar Myhlback, che ancora una volta ha rifiutato un posto nella nazionale svedese, nonostante i Mondiali in casa a Falun e l’arrivo di un tecnico di rinomata esperienza come Egil Kristiansen tra le fila della Svezia. Addirittura la campionessa olimpica e mondiale Jonna Sundling ha deciso di lasciare la Nazionale dopo dodici anni e lavorare in maniera autonoma.

Decisioni che, secondo Northug, conferma come le squadre private siano ormai sempre più competitive e attrattive rispetto ai sistemi federali tradizionali.

Northug comprende perfettamente la scelta del giovane svedese, che ha trovato nel suo team privato tutto ciò di cui ha bisogno per crescere: “La nazionale vuole avere insieme i migliori atleti, anche per motivi di marketing. Ma il Lager 157 fa parte dell’anima di Alvar. Significa tantissimo per lui: l’ambiente di allenamento, gli amici che ha lì. Penso che si trovi così bene lì da non desiderare la Nazionale. Ha trovato il suo posto e la nazionale non può competere né dal punto di vista economico né per la libertà che gli offre negli allenamenti e nello sviluppo personale”.

Per Northug, quello che sta accadendo in Svezia e Norvegia è parte di un cambiamento strutturale più ampio. Secondo l’ex fuoriclasse, si sta assistendo all’inizio della fine del concetto classico di nazionale: “Vediamo chiaramente che le squadre private offrono pacchetti molto interessanti agli atleti di talento. Possono partecipare direttamente alla costruzione di programmi più personalizzati e mirati”.

Mentre fino a pochi anni fa il modello federale era dominante e quasi inattaccabile, oggi le squadre private hanno dimostrato di poter ottenere risultati concreti ai massimi livelli. Un esempio lampante, secondo Northug, è quello del Team Aker Dæhlie, struttura privata che milita nello Ski Classics ma che negli ultimi anni sta accompagnato diversi atleti norvegesi di primo piano.

“La Nazionale, dove fai parte di un gruppo insieme a tutti gli altri, è stata forte per molti anni. Ma ora vediamo una tendenza diversa: le squadre private stanno ottenendo grandi risultati, stanno facendo le cose per bene, c’è molta competenza. Lo si è visto quest’inverno. Il Team Aker Dæhlie e altri team che hanno tanti atleti si sono distinti sia tra gli uomini che tra le donne”.

Share:

Ti potrebbe interessare

Image