L’Unione Internazionale di Biathlon (IBU) non cambia posizione. Nonostante le recenti modifiche alla Carta Olimpica approvate dal CIO, che secondo molti potrebbero favorire il ritorno degli atleti russi e bielorussi alle competizioni internazionali, il presidente dell’IBU Olle Dahlin conferma che la federazione internazionale non intende fare passi indietro.
Intervistato dall’emittente finlandese Yle Urheilu, il dirigente svedese ha spiegato che la decisione del Comitato Olimpico Internazionale non rappresenta una sorpresa.
«La posizione del CIO era già nota. Ora è stata semplicemente formalizzata nello statuto del CIO», ha dichiarato lo svedese.
L’IBU ha escluso Russia e Bielorussia da tutte le proprie competizioni nel febbraio 2022, in seguito all’invasione dell’Ucraina. A distanza di oltre quattro anni, secondo il presidente dell’IBU, non esistono le condizioni per modificare quella scelta.
«Abbiamo la decisione sul divieto in sede di Congresso IBU nel 2022. Da allora non è cambiato nulla. Quindi non vedo alcun motivo per cui dovremmo cambiare il nostro atteggiamento», ha ribadito.
Dahlin ha inoltre lasciato intendere che, qualora il CIO decidesse di consentire la partecipazione di atleti russi e bielorussi ai Giochi olimpici in contrasto con le decisioni delle federazioni internazionali, l’IBU potrebbe valutare iniziative proprie per difendere la propria autonomia, senza però entrare nei dettagli delle possibili misure.
«Il CIO ha finora rispettato le decisioni indipendenti delle federazioni internazionali. Possono esserci disaccordi su alcune questioni. Tuttavia, intendiamo agire come federazione indipendente, quindi una qualche forma di reazione è possibile».
Nei mesi scorsi Dahlin ha voluto anche manifestare concretamente la vicinanza dell’IBU all’Ucraina. Alla fine di marzo si è recato nel Paese per consegnare le medaglie d’argento dei Mondiali 2011 ai biatleti ucraini della staffetta, “promossi” dopo la squalifica della Russia per il caso doping che ha coinvolto Evgeny Ustyugov.
La cerimonia, rinviata per oltre quindici anni a causa dei lunghi ricorsi giudiziari dell’ex atleta russo, ha assunto un forte valore simbolico. I tre ex biatleti premiati hanno tutti combattuto al fronte, e proprio per questo uno di loro non ha potuto partecipare: «È stato molto toccante ascoltare le loro testimonianze e capire la realtà che sono costretti a vivere».
Il presidente ha infine ribadito che l’unica condizione per rivedere la posizione dell’IBU sia la fine delle ostilità russe contro l’Ucraina: «Ho detto ai russi e al CIO che siamo una federazione di paesi membri e che, in qualità di presidente, rappresento la posizione della federazione. Le cose devono cambiare e speriamo che cambino le basi della nostra decisione», ha concluso Dahlin.
