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Sci di fondo

Sci di fondo – Le Nazionali Francesi ripartono da Tignes: «Possiamo allenare la tecnica classica sul ghiacciaio»

La Nazionale Francese Maschile di sci di fondo in ritiro a Tignes © Instagram FIS Cross Country

Scappare dal grande caldo è un aspetto fondamentale, soprattutto in queste fasi dove l’estate fa sentire la propria forza anche ad alte quote. Per questo motivo la Francia dello sci di fondo ha deciso di trasferirsi sulle Alpi, a Tignes, che ha visto riunirsi sia la squadra maschile che quella femminile per il primo raduno stagionale.

Un appuntamento in cui concentrarsi sia sulla preparazione atletica che sugli skiroll oltre ad aver l’opportunità di svolgere qualche capatina anche sulla neve, in ghiacciao, al fine di allenare costantemente il gesto.

«Tignes è una vera tradizione. Anche quando Vincent Vittoz , l’allenatore della squadra femminile, era un atleta, venivano qui. Ogni giugno. Abbiamo le nostre routine, siamo accolti benissimo dalla località che ci aiuta nell’organizzazione – ha raccontato Renaud Jay, assistente dell’allenatore della squadra A maschile Thibaut Chêne, in un’intervista a Le Dauphiné libéré -. Preparano le piste per noi e ci forniscono container Algeco sul ghiacciaio per depositare l’attrezzatura… Certo, veniamo per gli sci, ma soprattutto per l’ambiente. Siamo protetti [dall’ondata di caldo], possiamo allenarci in condizioni migliori senza sforzarci troppo».

Tignes ha rappresentato anche la prima occasione di guidare la Nazionale Femminile per Vittoz che ha incontrato le ragazze e ha avuto modo di svolgere una serie di test per comprendere a che punto si trovino le transalpine così da poter poi muoversi in vista del resto della stagione.

«Questo è un primo ritiro di allenamento fondamentale. Per quanto riguarda la tecnica classica, dobbiamo trovare la presa perfetta e la capacità di generare efficienza nello sci con una postura agile. Direi che questo richiede allenamento sulla neve, cosa non possibile con gli sci a rotelle. È diverso dal pattinaggio, che è molto più semplice e riproducibile con gli sci a rotelle. – ha sottolineato Vittoz -. Inoltre, la comprensione dell’ipossia da parte delle atlete è pienamente integrata nelle strategie di allenamento a breve, medio e lungo termine. Questo ritiro copre sia gli aspetti fisiologici che tecnici e, per me personalmente, significa anche assumere la guida di un nuovo gruppo di allenamento».

La conferma è arrivata da Justine Gaillard che ha vissuto questo ritorno con grande trasporto, ritrovando la possibilità di rimettere gli sci sulla neve e rivivere così quelle emozioni che soltanto questo sport può offrire.

«È il primo ritiro della stagione, quindi siamo sempre un po’ emozionati, non vediamo l’ora di ritrovarci con tutta la squadra. Ed è un ritiro fantastico perché torniamo a sciare, è bello essere sul ghiacciaio, il tempo è splendido e caldo. È giugno, quindi non c’è troppa pressione, è abbastanza rilassato, anche se ci alleniamo già molto. Sciamo sul ghiacciaio usando la tecnica classica e lo skating, e facciamo un po’ di lavoro sulla velocità, ma non allenamenti ad alta intensità – ha concluso Gaillard -. Il lavoro sulla velocità consiste in 10 serie da 10 secondi alla massima velocità, con tre minuti di recupero. Dopo tre ore, di solito scendiamo tutti insieme con gli sci. Mangiamo, facciamo un pisolino e nel pomeriggio dipende: o andiamo a fare roller ski su alcuni dei passi di montagna circostanti – abbiamo fatto l’Iseran e il Piccolo San Bernardo – oppure corriamo o facciamo un po’ di allenamento con i pesi».

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