Home > Notizie
Biathlon

Biathlon – Antonin Guigonnat non rimpiange il ritiro: “Mi piace molto non dover più dare il massimo”

Photo Credit: IBU|Deubert

A pochi mesi dall’addio al biathlon agonistico, Antonin Guigonnat si gode la nuova vita senza alcun rimpianto. In una lunga intervista concessa a Le Dauphiné Libéré, il francese ha raccontato come sta vivendo il periodo di transizione, tra famiglia, nuove prospettive professionali e la serenità di non dover più inseguire il risultato.

«Riprendere a gareggiare? Assolutamente no», è la risposta netta del 34enne quando gli viene chiesto se abbia mai pensato di tornare alle competizioni.

Guigonnat può affrontare il post-carriera con tranquillità grazie al programma di ricollocamento garantito dall’esercito francese, che gli assicura per un anno lo stipendio mentre valuta il proprio futuro.

«È una situazione estremamente confortevole. Mi permette di prendermi il tempo per riflettere, stare con la mia famiglia e capire cosa voglio fare, senza pressioni, soprattutto economiche».

L’ex biathleta transalpino racconta che la decisione di ritirarsi è maturata gradualmente ma non è mai arrivato quel momento in cui, a causa di perdita di entusiasmo, sentiva di dover dire basta.

«Pensavo che un giorno mi sarei stancato del biathlon, invece non è mai successo. Mi divertivo ancora tantissimo. Continuavo a vincere in IBU Cup e ai Campionati Europei, dove resto il francese più titolato. Ma proprio quei risultati, uniti alla crescita dei giovani, mi hanno fatto capire che era arrivato il momento giusto.»

Piuttosto, con l’arrivo della sua primogenita, Lucie, nata nel febbraio 2025, la gestione della vita familiare ha iniziato a scontrarsi con la vita da atleta.

«Non avevo più voglia di trascorrere tre o quattro settimane lontano da casa tra dicembre e gennaio. Anche se avessi potuto mantenere un buon livello, non era più quello che desideravo.»

Anche se a volte ha ancora la sensazione di essere in pausa nell’attesa di riprendere, l’aspetto che più lo rende felice è aver abbandonato la continua ricerca della prestazione.

«Quando ho visto i ragazzi riprendere con gli allenamenti estivi, le sedute di potenza aerobica, skiroll e palestra, sotto il caldo, ero felicissimo di passeggiare in mountain bike elettrica con mia figlia tra gli alpeggi. Mi piace molto non dover più dare il massimo.» L’unico piccolo inconveniente? «Devo solo stare attento all’alimentazione, altrimenti rischio di mettere su qualche chilo».

Non significa però che, benche non senta la mancanza degli allenamenti, Guigonnat non rimpianga nulla del mondo del biathlon e in particolare delle gare.

«La sfida. E anche lo stress della mattina di una competizione. Dopo quindici o vent’anni resta sempre una sensazione speciale. Magari parteciperò a qualche gara di golf o persino a tornei di freccette – ironizza, ma neanche troppo. Anche lì, quando tutti ti osservano al primo colpo, senti quella scarica di tensione.»

Nel corso dell’intervista Guigonnat è tornato anche su un tema che lo ha sempre contraddistinto: la scelta di costruire un percorso personale, spesso fuori dagli schemi tradizionali. E questa è l’eredità che sembra voler lasciare ai giovani del biathlon d’Oltralpe.

«Sarebbe un peccato se qualche giovane non riuscisse a esprimere il proprio potenziale solo perché cerca di adattarsi a un modello che non gli appartiene. Allo stesso tempo, però, non esiste una ricetta universale: c’è chi ha bisogno di una struttura molto rigida per dare il meglio. Il messaggio è semplice: ognuno deve trovare la propria strada.»

Infine, parlando dei compagni che gli mancheranno di più, Guigonnat cita senza esitazioni Émilien Jacquelin.

«All’inizio non andavamo particolarmente d’accordo, poi abbiamo imparato a conoscerci e capirci. È una persona che merita davvero di essere conosciuta. Molti hanno un’immagine diversa di lui per come appare nelle interviste o in gara, ma durante le Olimpiadi di Milano-Cortina ha mostrato chi è veramente. Gli voglio davvero bene e continuiamo a sentirci.»

Share:

Ti potrebbe interessare