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Sci di fondo

Sci di fondo – Russia, Legkov frena l’entusiasmo: “La decisione del CIO non basta, serve il ritorno in Coppa del Mondo”

La decisione del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) di revocare temporaneamente la sospensione del Comitato Olimpico Russo (ROC) rappresenta un primo passo, ma non è sufficiente per riportare gli atleti russi ai massimi livelli internazionali. Ne è convinto l’ex fondista russo Alexander Legkov, campione olimpico della 50 km ai Giochi di Sochi 2014.

Secondo Legkov, la riammissione del ROC ha soprattutto un valore simbolico nell’immediato, considerando che i prossimi Giochi Olimpici Invernali si disputeranno soltanto nel 2030.

“La decisione del CIO, per il momento, non cambia molto. Le prossime Olimpiadi sono ancora lontane, si terranno tra quattro anni”, ha dichiarato al sito russo Championat.com.

L’ex campione sottolinea come la priorità debba essere un’altra: il ritorno degli atleti russi nelle competizioni internazionali durante la stagione invernale, per tornare a essere competitivi.

“La cosa più importante è che i nostri atleti vengano riammessi alle tappe di Coppa del Mondo. Devono avere la possibilità di reinserirsi nel circuito internazionale, così da arrivare alle Olimpiadi nelle migliori condizioni.”

Legkov ritiene che gli sciatori russi siano comunque in grado di colmare il gap con la concorrenza in breve tempo, come hanno dimostrato nell’ultima stagione Savely Korostelyov e Daria Nepryaeva, arrivati a dicembre in Coppa del Mondo e capaci di lottare per le posizioni di vertice già ai Giochi Olimpici.

“Da quello che abbiamo visto alle ultime Olimpiadi con Korostelyov e Nepryaeva, ai nostri atleti basterebbero due o tre mesi per ritrovare il ritmo delle gare internazionali e tornare a lottare per le posizioni di vertice.”

La decisione del CIO, va ricordato inoltre, sospende il provvedimento disciplinare nei confronti del ROC comminato nel 2023 in risposta all’invasione dell’Ucraina e, in particolare, all’assorbimento da parte di Mosca delle organizzazioni sportive delle regioni ucraine occupate, ma lascia alle singole federazioni internazionali la facoltà di decidere sull’eventuale riammissione degli atleti, sull’organizzazione di eventi in Russia e sull’utilizzo della bandiera e degli altri simboli nazionali nelle rispettive competizioni. Per questo motivo, il ritorno effettivo degli sportivi russi nelle gare di Coppa del Mondo sarà ancora lungo e sicuramente non semplice.

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