Dieci medaglie paralimpiche sono un bottino che metterebbe in discussione la carriera e la motivazione di molti atleti paralimpici. Chi può raccontarlo è Zebastian Modin: lo svedese, che gareggia in categoria B1 (atleti con ciecità assoluta o quasi assoluta), ha da poco deciso di abbandonare lo sci di fondo paralimpico dedicandosi completamente al parabiathlon, che da qualche anno praticava contemporaneamente visto che le gare si svolgono pressoché nelle stesse venue.
“Ho già gareggiato un po’ nel biathlon per partecipare a più competizioni, dato che spesso queste gare si svolgono nello stesso luogo delle gare di sci di fondo. Ho sempre pensato che il biathlon fosse uno sport più interessante da seguire e cose del genere” ha raccontato Modin a SVT Sport; va però notato che, a dispetto dello impegno minore con la carabina, il 32enne ha comunque portato a casa due medaglie iridate nella disciplina.
Ora però, la scelta è stata dettata dal trovare nuovi stimoli.
“Dopo le Paralimpiadi mi sono analizzato a fondo. Non ho perso la motivazione, ma forse negli ultimi anni mi è mancata quella spinta finale. Mi sono comunque divertito, ma devo fare qualcos’altro o trovare qualcos’altro per continuare”, ha chiarito a Expressen.
Ad aiutarlo, in questa nuova avventura, l’allenatore capo della nazionale di biathlon svedese, Johannes Lukas: “Avere l’aiuto di Johannes in allenamento, avere un programma e poter discutere con lui… Finora è stata una grande carica. Spero che dia una spinta anche alla mia sciata”. In ottobre, insieme al bavarese andrà in Germania, in quel di Ruhpolding assieme a tutta la squadra per un raduno: “Ho la sensazione di essere approdato in un contesto, anche se è ancora presto per dirlo, che mi si addice. È stimolante in un modo completamente diverso.”
