Torna l’incubo stalking per Frida Karlsson: il 66enne condannato nell’aprile 2025 avrebbe infatti ripreso a contattarla solo pochi mesi dopo la condanna, come riportano questa mattina le principali testate svedesi.
La sentenza prevedeva una pena con la condizionale, una multa di 40.000 corone svedesi (poco più di 3600 Euro, ndr) e, soprattutto, un divieto di avvicinamento con la campionessa olimpica disposto dal tribunale.
Secondo l’accusa, però, nel settembre 2025 l’uomo avrebbe nuovamente cercato di mettersi in contatto con la fondista attraverso telefonate, messaggi e contattandola su Instagram, con tentativi andati avanti per oltre un mese e avrebbero coinvolto anche la madre dell’atleta, Mia Karlsson, che spiega ad Expressen come abbiano ritenuto «importante denunciare quando è successo di nuovo».
L’uomo, secondo quanto riportato dai media scandinavi, negherebbe le accuse, sostenendo nel corso degli interrogatori di non sapere di essere sottoposto a un divieto di avvicinamento e di aver cercato inizialmente di rivolgersi alla polizia e al tribunale, prima di tentare altre strade per comunicare.
Ora si aprirà dunque un nuovo processo, nel quale è accusato di stalking e di diverse violazioni del divieto di avvicinamento. L’udienza dovrebbe svolgersi in autunno. Una vicenda giudiziaria che non sembra avere fine per la famiglia Karlsson poiché sia il PM che il condannato hanno presentato ricorso alla Corte d’appello per la sentenza di primo grado dello scorso anno.
La fondista e sua madre, invece, avevano scelto di non ricorrere: «Non volevamo farlo. Ma lo hanno voluto il pubblico ministero e l’uomo», racconta la madre della 27enne campionessa olimpica e mondiale, tranquillizzando i tifosi sul morale dell’atleta, più colpita dall’aspetto giudiziario che dalla vicenda in sé: «Penso che la stia gestendo bene. Più di tutto ha paura del processo. Per noi è un processo terribilmente difficile da affrontare».
