Sci di fondo – Johaug ricorda Re Harald e l’abbraccio di Oslo 2011: «Il più grande momento della mia carriera»
A poche ore dalla scomparsa di Re Harald V, il mondo dello sport norvegese continua a ricordare con grande affetto un sovrano che per decenni è stato presenza costante accanto agli atleti. Tra le testimonianze più toccanti c’è quella di Therese Johaug, che sulle pagine di VG è tornata a uno dei momenti più iconici della propria carriera: l’abbraccio con il Re ai Mondiali di Oslo del 2011.
Era il 5 marzo e a Holmenkollen si disputava la 30 km in tecnica libera. Davanti a oltre centomila persone presenti dentro e attorno al percorso, una Johaug appena 22enne riuscì a staccare tutte le avversarie e conquistare il suo primo titolo mondiale individuale.
Travolta dall’emozione, dopo il traguardo la norvegese raggiunse la tribuna reale e, dimenticando per un attimo qualsiasi protocollo, si lanciò letteralmente tra le braccia di Re Harald. Un’immagine diventata uno dei simboli di quell’edizione dei Mondiali e dello speciale rapporto tra la famiglia reale e lo sport norvegese.
Quindici anni dopo, quel momento conserva per Johaug un valore enorme.
«È il più grande momento e ricordo sportivo della mia vita, quell’incontro con il Re», ha dichiarato la campionessa norvegese a VG.
Da allora Johaug avrebbe incontrato Harald molte altre volte nel corso di una carriera straordinaria, costruendo un ricordo del sovrano che andava ben oltre le cerimonie ufficiali.
La fondista si dice profondamente grata e orgogliosa di aver avuto un Re così vicino alla gente e sinceramente interessato alle persone. Nei loro incontri, racconta Johaug, Harald si dimostrava sempre attento, competente e capace di trasmettere sicurezza a chi aveva davanti.
Un interesse per lo sci tutt’altro che superficiale. Già dopo le Olimpiadi di Vancouver del 2010, quando Harald partecipò ai festeggiamenti per l’oro della staffetta femminile norvegese, Johaug rimase sorpresa nello scoprire quanto il sovrano conoscesse nel dettaglio anche le difficoltà che aveva attraversato durante quella stagione.
E non è stata l’unica campionessa a rimanere colpita dalla sua competenza.
Petter Northug, ricordando in queste ore Re Harald, ha raccontato un episodio particolare risalente al 2015. Dopo i Campionati Norvegesi di Røros, i due si ritrovarono sullo stesso volo e poterono parlare a lungo della preparazione di Northug verso i Mondiali di Falun.
Il Re volle sapere perché il campione avesse deciso di andare ad allenarsi in Italia a 2300 metri di quota, entrando nei dettagli della sua preparazione. Northug ha ricordato Harald come un uomo estremamente aggiornato e interessato agli aspetti più tecnici dello sci, capace di fare quelle domande che, nelle parole dell’ex fondista, avrebbe posto soltanto un vero «nerd dello sci di fondo».
Per Johaug, però, l’immagine destinata a rimanere per sempre è quella di Holmenkollen 2011: una giovanissima campionessa appena consacratasi davanti al proprio pubblico che corre verso la tribuna e si getta tra le braccia del suo Re.
Un gesto spontaneo che, a distanza di quindici anni, racconta forse meglio di tanti discorsi il rapporto speciale che Re Harald aveva costruito con lo sport norvegese e con i suoi campioni.

