Dopo l’addio alle competizioni di Franziska Preuß e il cambio alla guida tecnica, la squadra tedesca femminile di Coppa del Mondo si prepara ad affrontare una nuova fase della propria storia. La nuova allenatrice, l’austriaca Sandra Flunger, ha raccolto l’eredità di Kristian Mehringer con l’obiettivo di accompagnare la squadra verso nuovi traguardi e valorizzare la generazione emergente. Dopo otto anni trascorsi alla guida della Svizzera, la 44enne è approdata in primavera nello staff della DSV: il suo arrivo non ha comportato una rivoluzione immediata dei metodi di allenamento, ma alcuni cambiamenti sono già stati introdotti, sia nella comunicazione con le atlete sia nella struttura delle singole sedute.
«Non avrebbe avuto senso stravolgere tutto da un giorno all’altro. Naturalmente, quando arriva una persona nuova, alcune cose cambiano: il modo di comunicare e l’organizzazione degli allenamenti, per esempio», ha spiegato la tecnica a Chiemgau24. Il lavoro estivo è stato impostato anche con l’obiettivo di aumentare adeguatamente i volumi di allenamento per ciascuna atleta, evitando che qualcuna si trovi a lavorare al di sotto delle proprie possibilità.
Uno degli aspetti su cui la nuova allenatrice intende intervenire riguarda la gestione degli errori, sentendo la necessità di modificare la cultura della squadra in questo ambito: non solo nell’accettare gli errori, ma lavorare affinché la paura di commetterli non condizioni la prestazione.
«Naturalmente non voglio che le atlete facciano giri di penalità. Il punto è il modo in cui affrontiamo gli errori. Se hai paura di sbagliare, finisci per gareggiare sempre con il freno a mano tirato. C’è ancora margine di miglioramento. Per un’allenatrice e per un’atleta ci sono poche sensazioni più belle di quella di lasciare il poligono sapendo di aver realizzato una serie perfetta. Ma per riuscirci serve anche coraggio».
Dopo una stagione difficile, nella quale le aspettative non sempre si sono tradotte nei risultati sperati, la Germania cerca di ripartire con obiettivi realistici, senza rinunciare alle ambizioni. Flunger preferisce non fissare traguardi numerici troppo rigidi: «Se riuscissimo spesso a portare le atlete al loro livello migliore, vedremmo anche buoni risultati finali».
Le aspettative possono essere diverse a seconda dell’esperienza e del potenziale delle singole componenti della squadra. Per Janina Hettich-Walz e Vanessa Voigt, ad esempio, un piazzamento tra le prime dieci non rappresenta necessariamente il limite delle possibilità. Per le atlete più giovani, invece, entrare nella top 10 sarebbe già un risultato importante. In particolare, l’allenatrice sottolinea il segnale incoraggiante arrivato dai Campionati tedeschi per Hettich-Walz, che ha conquistato tre medaglie d’oro.
«Ammiro il modo in cui riesce a unire il ruolo di madre e quello di atleta. È qualcosa che ha un’influenza positiva sull’intero gruppo. È una delle atlete di riferimento e, per questo, occupa già una posizione centrale nella squadra».
Tra le notizie positive della preparazione tedesca c’è anche il ritorno di Johanna Puff, dopo i problemi di salute.
«Ha ottenuto ottime prestazioni ai Campionati tedeschi, e lo si era già visto durante gli allenamenti a Ruhpolding. Si è meritata ampiamente la partecipazione al Loop One. Non possono esserci troppe atlete in lotta per i tre posti ancora disponibili in Coppa del Mondo. È bello rivederla dopo un periodo così difficile».
Il livello della concorrenza interna è proprio uno degli aspetti che più colpiscono la nuova allenatrice. Rispetto all’esperienza maturata in Svizzera, la profondità del movimento tedesco offre un bacino di atlete più ampio e rende più complessa la selezione. Una difficoltà che Flunger considera positiva: «Spero che scegliere diventi davvero difficile. Sarebbe un buon segnale».

