Il fronte dei paesi che non vorrebbe il ritorno dei russi nelle competizioni internazionali si allarga. Dopo la Svezia e la Finlandia, anche la Norvegia si sta schierando su questo fronte con le proprie autorità. A esporsi è stato il sindaco di Oslo Anne Lindboe che ha chiesto al governo una linea di fermezza. A spalleggiarla anche il primo cittadino di Trondheim Kent Ranum che hanno esposto la propria volontà di non ammettere i russi in vista della tappa di Coppa del Mondo in programma a inizio dicembre.
“Non vedo assolutamente alcun motivo per cui gli atleti russi e bielorussi debbano competere in Norvegia finché continua la guerra in Ucraina – ha spiegato Ranum ai microfoni di VG -. L’unica cosa che è cambiata da quando il divieto è entrato in vigore nel 2022 è l’escalation del conflitto, con un numero ancora maggiore di persone che muoiono e soffrono”.
L’ultima decisione spetterà comunque al governo norvegese con la ministra della cultura e dell’uguaglianza di genere Lubna Jaffery che ha messo in dubbio l’accesso degli atleti russi al paese. “Siamo preoccupati che le questioni relative alla partecipazione internazionale agli eventi sportivi in Norvegia siano radicate nello sport norvegese stesso. Gli organismi internazionali dello sport hanno deciso che gli atleti russi e bielorussi sono autorizzati a partecipare alle loro competizioni – ha spiegato la titolare del dicastero -. Siamo in dialogo con la Federazione sportiva norvegese su questi temi e, in consultazione con loro, stiamo valutando diverse alternative. Allo stesso tempo, si tratta di una questione attivamente dibattuta anche negli altri Paesi nordici, e avvieremo un dialogo con i Paesi vicini a riguardo”.
Nonostante l’opposizione, il sindaco di Trondheim ha confermato di attenersi alla decisione che verranno prese dal governo nei prossimi giorni: “Le mura della città di Trondheim sono state demolite oltre 200 anni fa. Come comune, al momento non abbiamo l’autorità di impedire fisicamente l’accesso a qualcuno. Pertanto, sono le autorità norvegesi che devono garantire che ciò avvenga in casi simili, ad esempio tramite il rifiuto del visto”.


