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Biathlon – Lou Jeanmonnot si prepara a difendere la Sfera di Cristallo e annovera Vittozzi tra le avversarie principali

© Dmytro Yevenko

Al termine della stagione 2025/26, Lou Jeanmonnot ha potuto festeggiare il traguardo più importante della propria carriera: la conquista della Sfera di Cristallo della classifica generale di Coppa del Mondo, che l’ha consacrata come la migliore biatleta del circuito. Un successo che la francese ha accolto con grande soddisfazione, ma anche con gratitudine verso le persone che l’hanno accompagnata nel suo percorso. Ora, con una nuova stagione alle porte, la transalpina si prepara a difendere il titolo e, in un’intervista a Biathlonworld, ha ripercorso le tappe che l’hanno portata dalla vittoria della classifica generale di IBU Junior Cup fino al vertice del biathlon internazionale.

Ripensando al momento in cui Franziska Preuss – con cui avevano battagliato l’anno precedente per la vittoria della Classifica Generale letteralmente fino all’ultima curva – le ha consegnato la Sfera di Cristallo, la 28enne ha raccontato tutta la propria emozione: «Ero davvero felice e grata alle persone che hanno avuto questa idea. Mi è piaciuto il modo in cui sono andati gli ultimi tre anni e concludere questo percorso con qualcosa di ancora più significativo, come il fatto che Franzi mi consegnasse la Sfera, è stato speciale. Quello che era successo l’anno precedente era stato bello e, in questo modo, il cerchio si è chiuso».

Un traguardo che, in realtà, Jeanmonnot aveva sempre considerato possibile, pur essendo consapevole della difficoltà dell’impresa. Già dopo aver conquistato la classifica generale della Junior Cup, la vittoria della Coppa del Mondo rappresentava un obiettivo: «È sempre stato un traguardo, ma sapevo che soltanto poche persone sono in grado di raggiungerlo. In un certo senso, lo cercavo, ma ero più interessata a migliorare sugli sci e a capire come gestire la mia vita da biatleta. Avere questo obiettivo era già qualcosa di bello e credevo davvero di poterlo raggiungere».

Per la francese, però, il valore del successo non si esaurisce nel risultato finale. Il percorso che l’ha accompagnata fino alla vetta è stato altrettanto importante, tanto da rappresentare la condizione necessaria per arrivare a quel livello e continuare a competere: «Se non mi fosse piaciuto, non sarei mai riuscita a farcela. È importante e ora, con l’inizio della nuova stagione, sto ricominciando e sono in grado di farlo proprio perché mi piace».

Tra le persone che hanno avuto un peso determinante nella sua crescita c’è sicuramente Cyril Burdet, confermato alla guida della squadra francese anche dopo la stagione appena conclusa. Jeanmonnot aveva espresso chiaramente il desiderio di continuare a lavorare con lui e, guardando indietro, riconosce nell’allenatore uno dei principali artefici della propria evoluzione, soprattutto sul piano della fiducia nelle sue capacità sugli sci.

«È stata la persona che più mi ha aiutata a capire che ero in grado di fare grandi cose. Quando sono arrivata in squadra A, nella mia testa ero una biatleta che poteva fare affidamento su un buon tiro e poi doveva cercare di fare il massimo possibile sugli sci. Mi ha aiutata a capire, passo dopo passo, che ero brava anche sugli sci, che la mia tecnica era ottima e che anche la mia velocità nelle sprint era molto buona. Ho avuto la possibilità di confrontarmi con atlete di grande livello come Anaïs Chevalier, Justine Braisaz-Bouchet e Julia Simon, che in quel momento erano le prime tre della squadra. Cyril mi diceva che, se fossi riuscita a mantenere quel livello in ogni allenamento, non c’era motivo per cui in inverno dovessi essere una sciatrice scarsa. Mi ha aiutata a trovare fiducia. Questo è stato il principale punto di svolta nella mia carriera: la fiducia nelle mie capacità sugli sci».

Difendere la Sfera di Cristallo sarà inevitabilmente uno dei temi della prossima stagione, ma Jeanmonnot non vuole trasformare la conferma del titolo nell’unico obiettivo.

«La cosa principale è diventare una biatleta migliore. Il risultato di questo percorso sarebbe riuscire a conservare la Sfera di Cristallo. I miei obiettivi sono ciò che voglio costruire per arrivare, alla fine, a quel risultato. Vorrei vincere una medaglia d’oro individuale ai Campionati del Mondo, perché è qualcosa che ancora mi manca».

La francese ha anche individuato alcuni aspetti sui quali intende lavorare.

«Sicuramente, il mio tempo di tiro. Dal punto di vista mentale, voglio migliorare la mia capacità di essere una leader. Non è che non abbia fiducia in me stessa. Indossare il pettorale giallo è qualcosa di diverso. Non ho ancora imparato a sentirmi sicura in questo ruolo e adesso voglio riuscire ad avere quella presenza».

Nel corso dell’intervista, Jeanmonnot ha poi descritto le principali rivali che potrebbero contenderle la vittoria della classifica generale. A partire da Elvira Öberg, che è «quella che ha il motore più grande. Questa è la sua qualità principale. Se riuscirà a essere più regolare al poligono, sarà difficile batterla». Su Lisa Vittozzi, invece, la francese ha sottolineato soprattutto la crescita: «L’anno scorso ha migliorato molto la sua velocità di tiro. È anche molto forte mentalmente, ma il tiro è il suo punto di forza principale». Infine, tra le atlete da battere, l’atleta del Doubs annovera anche Julia Simon: anche per lei la caratteristica più importante è «la sua mente. È anche molto brava sia al tiro sia sugli sci, ma gran parte di tutto questo deriva proprio dalla sua forza mentale».

E se dovesse dare un consiglio a sé stessa, guardando alla prossima stagione come se fosse il suo stesso allenatore, Jeanmonnot ripartirebbe dalle parole che Burdet le ha rivolto al termine dell’ultimo inverno: «È quello che Cyril mi ha detto alla fine della stagione: riuscire ad avere quella presenza, sentirsi forti e godersela. Divertirsi è qualcosa che devo fare di più!».

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