È un Federico Pellegrino felice quello che ha parlato dopo la medaglia d’argento conquistata nella team sprint. Un risultato straordinario, frutto ovviamente di un grande lavoro e della determinazione dellla coppia formata dal valdostano e Dietmar Noeckler. Il campione del mondo ha rilasciato, come sempre, le sue dichiarazioni attraverso un comunicato pubblicato da Ekipe Sport Service: «L’abbiamo voluta, cercata e ottenuta – ha esordito Pellegrino – questo argento ce lo siamo andati a prendere».
Tra gli uomini l’Italia non aveva mai vinto una medaglia in una Team Sprint in tecnica classica, mentre tra le donne c’erano riuscite Follis e Longa nel 2009 a Liberec. Un risultato che fa crescere il palmares di Chicco Pellegrino in un Mondiale, avendo già vinto in passato il bronzo nella Team Sprint Skating a Falun nel 2015, sempre con il compagno Noeckler, oltre all’oro della sprint di giovedì scorso. A queste vanno aggiunti poi il bronzo nella Sprint Skating dei mondiali Juniores di Hinterzarten 2010 e l’oro della Sprint Classic dei mondiali Under 23 di Liberec.
Non era però scontato, a pochi giorni dall’oro nella sprint di giovedì, riuscire a presentarsi in pista in queste condizioni. «Il giorno successivo alla Sprint Skating – ha ammesso Pellegrino – avevo due gambe dure come quelle delle settimane con 30 ore di lavoro. Avevo dormito pochissimo e la tensione era passata tutti nei muscoli. Ma a Casa Italia mi hanno rimesso nuovo: prima un’alimentazione ad hoc e poi le cure del fisioterapista. E oggi, volavo di nuovo. Io e Diddi abbiamo capito che tra i migliori al mondo, anche in classico, possiamo esserci pure noi. Quando ho visto la start list mi sono caricato ancora di più: Francia, Svezia e, in parte, Canada, hanno schierato gli sprinter puri e mi sono chiesto se avessero mai potuto tenere per una gara così lunga come la Team Sprint. Ho guardato Diddi e ci siamo detti: ce la giochiamo in quattro; ce la possiamo fare».
Erroneamente c’è chi crede che senza l’incidente tra Niskanen e Iversen, l’Italia avrebbe chiuso al quarto posto. Nulla di più sbagliato, perché il norvegese era in calo, mentre Pellegrino e Ustiugov erano a pochi metri di distanza con degli sci molto veloci. L’incidente ha aiutato moltissimo il russo, perché nel momento della caduta di Niskanen e Iversen, Pellegrino ha dovuto frenare per evitarli e proprio in quel momento il russo è scattato avanti, andandosi a prendere la vittoria. «Sono episodi – racconta Pellegrino – nella carriera di un’atleta una volta sei fortunato e una volta no. Oggi mi è andata bene ma avrei voluto vedere come sarebbe andata a finire in quattro. Perché in cima alla salita mi ero tenuto un po’ di energia per giocarmi tutto in volata».
Mondiali, Pellegrino festeggia l’argento: “Ce lo siamo andati a prendere”
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