Tarjei Bø e la sua dolce metà, Gita, tre settimane fa sono diventati genitori del piccolo Aron, ma la sua venuta al mondo non è stata priva di inconvenienti e ha lasciato per ore in apprensione i suoi genitori. A raccontare quanto accaduto è stato lo stesso biatleta, che, intervenendo ai microfoni di "TV2.No", ha reso noto che la loro permanenza all’ospedale di Ullevål si è protratta per un’intera settimana.
"Si osservano molti destini in un ospedale del genere – ha affermato Tarjei Bø – e noi siamo stati tra quelli più fortunati. Poteva andare tutto storto, invece è andata bene, abbiamo un fantastico sistema sanitario".
Ma cosa è accaduto, esattamente? Il travaglio è durato quasi un giorno, ma al momento del parto i medici non riuscivano a far nascere Aron: "È stata dura – ha proseguito l’atleta –. Ti immagini a lungo come dovrebbe essere una nascita e poi succede tutt’altro. In tutta fretta ci siamo ritrovati in sala operatoria, dove Aron è stato dato alla luce con parto cesareo e gli è stata fatta subito indossare una maschera per l’ossigeno per consentirgli una corretta ventilazione".
Tarjei Bø ha confidato come sia successo tutto molto rapidamente e sia stato "drammatico per Gita e per il bambino. Aron era nelle mani migliori, ma è stata un’esperienza difficile, soprattutto perché è il nostro primo figlio. Ci dicevano che tutto stava andando bene, ma avrei voluto che qualcuno lo mettesse nero su bianco".
Ringraziando il cielo, "ci è stato successivamente detto che tutti i test su cuore, polmoni e cervello avevano dato esiti del tutto normali. È stata una bella sensazione, ma allo stesso tempo provavo dolore per Gita, che aveva dovuto affrontare un’intera giornata di travaglio che si era conclusa con un intervento chirurgico".
Biathlon – Tarjei Bø, ha avuto paura per il figlio Aaron: “Nato con cesareo d’urgenza, respirava con la maschera dell’ossigeno”
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