Anna Gandler, biatleta austriaca classe 2001, si è raccontata ai canali dell’IBU rispondendo alle canoniche domande del “Friend’s Book” in cui gli atleti si presentano svelando un po’ di aspetti della propria vita, sia legata al biathlon, sia per quanto riguarda gli aspetti della proprio quotidiano. La giovane atleta, che ha debuttato nel 2022 in Coppa del Mondo, ha avuto quest’anno un finale di stagione in grandissima crescita, che le ha permesso di centrare nelle 5 gare individuali disputate tra Soldier Hollow e Canmore, ben 5 piazzamenti in top 10. Risultati che lasciano sperare bene per il prosieguo della sua carriera.
Interrogata sul motivo che l’ha spinta a praticare il biathlon, Gandler spiega: “Mio padre era un fondista, quindi da lui ho imparato lo sci di fondo. Ma per me era troppo noioso e volevo sparare. Un mio amico mi ha mostrato il biathlon e me ne sono innamorata subito”. Parlando poi delle proprie qualità sugli sci e al tiro, l’austriaca aggiunge: “A volte sono migliore nello sci, a volte al tiro. Quando tutto combacia sono brava in entrambi”.
Chiamata in seguito a scegliere il momento più importante della propria carriera, Gandler non ha dubbi: “Non è stato molto tempo fa, nella gare di Soldier Hollow. E’ stata la mia prima flower ceremony (nella sprint, ndr), qualcosa di fantastico. Ero molto emozionata e mi sono detta ‘non piangere, non piangere’. Quando poi è partita la musica ho pensato: ‘m***a, ho bisogno di piangere’”
Fissando gli obiettivi per il futuro, Gandler punta in alto: “Il mio obiettivo è avere un giorno una medaglia da campionessa mondiale e vincere anche una medaglia ai Giochi Olimpici. E’ divertente per l’ho scritto in tutti i diari, anche quando avevo sei anni. Una medaglia olimpica e un titolo mondiale”.
Proseguendo, c’è spazio per alcune domande più personali e non necessariamente legate al biathlon: “La mia migliore amica in questo circuito? Tamara Steiner, mentre tra le non austriaca direi Juni Arnekleiv. Il mio idolo? Magdalena Neuner, ma anche Christoph Sumann perché è un mio amico. Se non fossi una biatleta cosa farei? Credo la veterinaria, perché amo gli animali ed è sempre stato il mio piano B se il biathlon non avesse funzionato. Il mio piatto preferito? Pasta con avocado, mentre il mio animale preferito è il cane.” Passando ai viaggi la scelta alla fine ricade sul Kenya: “Sono stata lì due volte e le persone sono molto gentili. Anche il mio motto viene da lì, Hakuna Matata”.
Biathlon – Gandler si racconta: “Se non sciassi farei la veterinaria. Sogni? Titolo mondiale e medaglia olimpica”
Credits Yevenko
Ti potrebbe interessare
Biathlon – Luca Bormolini riparte dal Kazakistan: “Puntiamo a una rivoluzione interna per lanciare i giovani nel panorama internazionale”
Dopo una proficua esperienza alla guida della Repubblica Ceca, Luca Bormolini riparte dal Kazakistan. L’allenatore
Biathlon – Dorothea Wierer raggiunge il ritiro della Nazionale maschile: allenamenti in bicicletta e al campo d’atletica con Tommaso Giacomel e compagni
Dorothea Wierer ferma non sa stare e, come aveva già annunciato in occasione del ritiro dalle competizioni, è
Biathlon – Justine Braisaz-Bouchet rompe il silenzio sul caso Julia Simon: “Si guarda sempre alla persona accusata, ma non si parla mai delle vittime”
Nel corso della lunga intervista concessa a L’Equipe, Justine Braisaz-Bouchet non ha parlato soltanto della scelta
