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Sci di fondo

Sport&Life – Dodici tesi sul fondo: “Lo sci di fondo e le lingue straniere”, la tesi di Alessandro Longo

Dodici istruttori nazionali di sci di fondo presentano dodici tesi legate al mondo dello sci. In questa piccola rubrica, Fondo Italia dà spazio alle idee di dodici neo istruttori (promossi durante l’ultimo master a novembre 2023), che presentano la propria tesi, elaborata in occasione degli esami conclusivi. Dal rapporto tra sci e social media, all’insegnamento della disciplina nelle lingue straniere, passando per l’importanza dello skiroll nell’allenamento, fino ad arrivare alla correlazione tra sport e disabilità: sono molti i temi trattati nei 12 “project works”, pubblicati con cadenza settimanale fino al 29 agosto. A presentare il proprio lavoro è Alessandro Longo, che di seguito introduce la sua tesi intitolata "Lo sci di fondo e le lingue straniere".

LO SCI DI FONDO E LE LINGUE STRANIERE – la tesi di Alessandro Longo

In pressoché qualsiasi ambito è ormai nota l’importanza della conoscenza delle lingue straniere. In un settore come il nostro che unisce insegnamento e business, la comunicazione non può che essere di primo piano.
La presente ricerca ha voluto indagare quale sia la competenza linguistica nell’ambito dell’insegnamento dello sci di fondo italiano e ha poi voluto offrire un vocabolario tascabile come supporto pratico ai maestri.
Questo progetto si è sviluppato a partire da un dato, ottenuto tramite ricerca statistica sul web, di fondamentale importanza: il 40% dei turisti sciatori in Italia sono stranieri.
Di conseguenza è stato poi indagato se ci sia una correlazione tra questa percentuale e quella di stranieri che si rivolgono alle scuole di sci.
Per fare ciò sono stati sottoposti dei questionari a numerose scuole di sci di fondo italiane e si è evidenziata una grossa differenza (a sfavore per il primo) tra il settore sci di fondo e il complesso del sistema sci italiano. Se infatti il 31% delle lezioni di sci (sci alpino, snowboard, sci di fondo e altre attività connesse) sono svolte in lingua straniera, per quanto riguarda il settore sci di fondo dal questionario risulta che solo una scuola di sci ogni otto afferma di svolgere più del 20% delle ore in lingua straniera.
Per cercare di capire le cause di ciò, alle scuole di sci è stato anche chiesto se a livello quantitativo l’offerta di lezioni in lingua straniera ci sia o meno. Continuando a muoversi dal generale al particolare, una seconda parte di questionari è stata poi rivolta ai maestri di sci per indagare l’effettiva conoscenza dei termini tecnici e della terminologia base necessaria a svolgere delle lezioni in lingua straniera. Anche questo secondo questionario non ha dato risultati particolarmente incoraggianti. Per quanto riguarda la lingua inglese, infatti, in media solo il 40% delle risposte è risultato corretto.
Al fine di avere una ricerca più specifica possibile sono state prese in considerazione tre lingue: Inglese, Francese e Tedesco. I risultati della lingua francese sono stati simili a quelli dell’inglese. Per il tedesco invece è andata meglio con circa il 70% di risposte corrette.
L’indagine è consapevole dei propri limiti, in primis quantitativi e in parte qualitativi, poiché un minimo margine discrezionale nella valutazione delle risposte era inevitabile.
Indagare effettivamente cosa possa essere fatto per attrarre una percentuale di turisti stranieri è complesso e richiederebbe una ricerca improntata principalmente sul marketing. I dati risultanti dalla ricerca mettono in luce che sicuramente c’è un ampio margine di miglioramento in area linguistica e che qualcosa può essere fatto al fine di diffondere maggiore conoscenza dei termini tecnici necessari per lo svolgimento di una lezione in lingua straniera. A tal fine il vocabolario tascabile, composto da una sezione “vademecum di una lezione” e un’altra “termini necessari”, si propone di essere di aiuto.
Un grosso ringraziamento va ad Armin Auchentaller per il fondamentale aiuto nel progetto.

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