Sci di fondo | domenica 07 ottobre 2018

Fondo, Didier Dario Chanoine: "Sogno di essere un giorno in nazionale con mio fratello"

Conosciamo il giovane valdostano di La Salle: "L'ingresso nella nazionale juniores rappresenta una grande soddisfazione per me; io e mio fratello ci stimoliamo a vicenda ed è stato emozionante tagliare insieme il traguardo a Dobbiaco"

Fondo, Didier Dario Chanoine: "Sogno di essere un giorno in nazionale con mio fratello"

Nella passata stagione è stato protagonista di un ottimo finale, che gli ha permesso di entrare quest'anno a far parte della nazionale italiana juniores di sci di fondo. Didier Dario Chanoine, classe 1999 da La Salle, si è tolto tante soddisfazioni nel finale dello scorso anno e vuole adesso fare il salto di qualità sfruttando il suo ingresso in nazionale. Ma Didier Dario si augura un giorno di potersi allenare in nazionale con il suo gemello Jacques Lino, oggi nel gruppo degli Atleti di Interesse Nazionale, con il quale ha condiviso uno splendido bronzo nella 30km dei Campionati Italiani Junior di Dobbiaco, quando i due fratelli hanno fatto tutta la gara insieme per poi tagliare il traguardo mano nella mano.

Delle sue aspettative e dei sogni da condividere con la sua numerosa famiglia di fondisti abbiamo parlato nell'intervista che segue.

Ciao Didier Dario. Cosa significa per te essere entrato a far parte della nazionale Under 20?
«Per me è una grande soddisfazione, anche perché avevo iniziato la passata stagione allenandomi con il comitato Asiva, non facendo parte nemmeno del gruppo degli Atleti di Interesse nazionale. È stata una doppia emozione, quindi, partire da così indietro ed entrare a far parte della squadra juniores. Dopo le ultime gare della passata stagione, però, ero consapevole di avere delle possibilità di entrare ma non ne avevo la certezza. Quando ho ricevuto la notizia sono stato veramente soddisfatto».

Come ti trovi con i tuoi nuovi compagni di squadra e gli allenatori?
«Molto bene, si è subito formato un bel gruppo e abbiamo legato molto anche con i nostri allenatori. Tra noi ragazzi c’è amicizia, anche perché ci conosciamo da tempo. Riusciamo ad allenarci seriamente ma sempre con il sorriso, poi ci divertiamo anche fuori dalla pista. Pure con gli allenatori abbiamo un bel rapporto»

Ad agosto avete vissuto un'esperienza in Norvegia, dove avete anche incontrato alcuni campioni dello sci di fondo.
«Ho vissuto delle grandi emozioni, anche perché non avevo mai visto Klaebo dal vivo ed è stato bellissimo incontrarlo, così come Haga e Jacobsen. Inoltre l'esperienza mi ha arricchito molto perchè abbiamo fatto gare e allenamenti con fondisti della nostra età provenienti da tutto il mondo, imparando così nuovi metodi di allenamento e capendo anche a che punto siamo».

Qual è il tuo giudizio sulla passata stagione?
«Sono soddisfatto anche se, come mi succede sempre, ho fatto fatica nelle prime uscite stagionali. Ho concluso molto bene a Dobbiaco vincendo due medaglie insieme a mio fratello. Sono felice dei risultati ottenuti ma in futuro voglio iniziare a far bene già dall'inizio».

Descriviti come fondista; dove ritieni di dover migliorare maggiormente?
«Sicuramente mi sento più un atleta da lunghe distanze ma ho l'obiettivo di migliorare anche sulle sprint, lavorando sulla forza e la velocità, quello che al momento mi manca».

Quale obiettivo ti sei posto in vista della prossima stagione?
«Voglio iniziare subito bene perchè sarà importante partire con il piede giusto per ottenere la convocazione ai Mondiali Junior di Lahti, che è l'obiettivo di tutti noi. Oltre a quello voglio guardare anche a un futuro arruolamento, quindi sarà importante ottenere dei risultati di rilievo in Coppa Italia e nei Campionati Italiani. Certamente però voglio iniziare bene e restare costante per tutta la stagione evitando dei periodi di calo come mi è purtroppo accaduto in passato».

Tornando indietro nel tempo, puoi raccontarci come hai iniziato con lo sci di fondo?
«Ho cominciato da piccolissimo, mio padre è maestro di sci ed allenava nello Sci Club Valdigne, anche mia mamma sciava. Siamo cinque fratelli e tutti hanno iniziato a sciare. Noi due siamo gli ultimi, quindi tutti gli altri ci hanno tramesso questa passione. Ho cominciato a sciare quando avevo tre anni e non ho più smesso, anche se ho pure provato l'hockey in passato. Ho capito presto però che lo sci di fondo fosse la strada giusta per me».

Insieme a tuo fratello gemello Jacques Lino gareggiate quindi da sempre: che effetto ti fa sfidarvi in pista oppure far parte della stessa squadra in staffetta? In famiglia cosa vi dicono?
«In famiglia tifano per entrambi senza alcuna preferenza (ride, ndr). Ritrovarci in pista in realtà è uno stmolo per entrambi, soprattutto in allenamento ci aiutiamo perché uno trascina l'altro, soprattutto quando uno dei due è in difficoltà. Quando poi gareggiamo insieme in staffetta oppure ci troviamo in pista da avversari e arrivano risultati positivi, la soddisfazione è doppia. Come è accaduto lo scorso anno a Dobbiaco, quando abbiamo vinto insieme l'argento nella staffetta e abbiamo concluso al terzo posto la 30km tagliando il traguardo mano nella mano dopo aver fatto tutta la gara assieme. È stata una grande emozione».

Immagino che sarebbe un sogno per tutta la famiglia se un giorno vi ritrovaste insieme in nazionale.
«Sarebbe una grandissima emozione. In questo momento lui è poco dietro di me, visto che fa parte degli gruppo degli Atleti di Interesse Nazionale. Il mio ingresso nella nazionale juniores è uno stimolo in più anche per lui, visto che siamo praticamente alla pari, non c'è uno più bravo tra noi, io ho soltanto avuto una stagione leggermente migliore. Lui ha sempre tanta motivazione e si allena molto duramente. Sarebbe davvero una grande soddisfazione stare insieme nella squadra nazionale».

Ti sei diplomato da poco; hai avuto problemi nel conciliare studio e sport?
«No, sono sempre riuscito a combinare le cose abbastanza tranquillamente».

Qual è il tuo sogno nel cassetto?
«Ognuno di noi ha dei sogni sin da quando è bambino, che poi nel corso della vita possono anche cambiare. In questo momento, però, non voglio pensarci, il mio unico obiettivo è fare bene in questa stagione».  

Hai un idolo o un punto di riferimento nello sci di fondo?
«Il mio idolo è sempre stato Francesco De Fabiani, un grandissimo atleta e anche un amico di famiglia. È un ragazzo che ho sempre stimato, così come Federico Pellegrino che gareggiava con mio fratello più grande. Essendo però più un distance, guardo soprattutto a De Fabiani come punto di riferimento».

 

Giorgio Capodaglio

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