Sci di fondo | 18 novembre 2019

Fondo - La determinazione di Greta Laurent: "Kuusamo è sempre difficile, ma questo è uno stimolo in più"

Intervista alla valdostana delle Fiamme Gialle: il ricordo della gara dello scorso anno, le sensazioni, i test con Van der Graaff e Lampic, gli allenamenti con Pellegrino e la sua favorita per la generale

Fondo - La determinazione di Greta Laurent: "Kuusamo è sempre difficile, ma questo è uno stimolo in più"

Cresce l’attesa per la Coppa del Mondo 2019/20, che inizierà il prossimo 29 novembre a Ruka con la sprint in tecnica classica. Nella passata stagione la prima gara della stagione lanciò un bel segnale per la squadra femminile con le belle prestazioni di Lucia Scardoni, giunta settima, e Greta Laurent, quattordicesima. La valdostana chiuse però con un po’ di amaro in bocca, eliminata di un soffio nella batteria dei quarti di finale, nonostante una prestazione molto positiva in una gara sempre ostica per le “non scandinavi”.

Concluso il raduno di Davos, nel quale le azzurre hanno avuto anche la possibilità di sfidare Van der Graaff, a pochi giorni dalla partenza per Ruka, abbiamo sentito la fondista valdostana, molto determinata alla vigilia dell’esordio.

Ciao Greta. Avete appena concluso il raduno di Davos; com’è andata? Quali sono le tue sensazioni?
«Al termine del precedente raduno, che avevamo svolto a Livigno, ero abbastanza stanca ma niente affatto preoccupata, in quanto sarebbe stato negativo se dopo tutto quel carico di lavoro mi fossi sentita ancora fresca, avrebbe significato non aver lavorato bene. Dopo i cinque giorni di scarico a casa, sono partita per il nuovo raduno a Davos e mi sono sentita subito in buone condizioni fisiche. Abbiamo fatto dei bei lavori e organizzato alcuni test. Nella distance, forse, mi sarei aspettata qualcosa di più, non tanto nel risultato quanto nelle sensazioni. Nella sprint, invece, le ho trovate e ho anche avuto un ottimo passo. Mi è mancato ancora un po’ il cambio di ritmo, ma confido che nei prossimi dieci giorni il lavoro programmato con Simone (Paredi, ndr) mi aiuterà a trovarlo. Sono contenta di quanto abbiamo fatto perché abbiamo anche usato molto la testa, cercando di ascoltare ogni segnale inviato dal nostro corpo. Non vedo l’ora di iniziare la stagione ufficiale, confrontarmi con le altre e capire a che punto sono, perché allenamenti e test sono una cosa, ma quando infili il pettorale cambia tutto, inevitabilmente ci metti quel qualcosa in più».

Durante la preparazione hai avuto diversi confronti importanti. Oltre che con Lucia Scardoni, tua compagna di squadra, anche con Lampic e Van der Graaff.
«Si, con Lucia ci siamo allenate insieme tutta l’estate, lo facciamo ormai da anni e ci sproniamo a vicenda. A Davos ho avuto questo confronto con Van der Graff ed eravamo molto vicine nella sprint. Lei mi ha dato un secondo nella qualificazione, ma nella batteria sono riuscita sempre a rispondere ai suoi attacchi e di questo sono contenta. Con Lampic abbiamo invece avuto un test particolare a Livigno, dove ci siamo sfidate praticamente facendo quattro volte la qualificazione. Diciamo poco veritiero rispetto al confronto con Van der Graff a Davos, anche a causa degli sci. In ogni caso con lei abbiamo svolto diversi lavori nel corso della preparazione, si è spesso allenata con noi e sono contenta della sua presenza, perché per esempio, in Norvegia, nelle prove da tre minuti si metteva davanti e ci faceva soffrire, quindi era molto allenante».

Arriva la prima sprint di Coppa del Mondo, nella quale lo scorso anno tu e Lucia Scardoni vi comportaste piuttosto bene. Con quale spirito arrivi in Finlandia?
«Vado a Kuusamo ogni anno con la certezza che la pista mi piace e questa volta anche con il ricordo del risultato ottenuto lo scorso anno. Dall’altra parte, però, sono consapevole che è una gara sempre molto difficile, in quanto le atlete del nord hanno già disputato diverse gare a bassa quota. Nonostante ciò, in questa località mi sono sempre comportata bene. Tutti dicono sia molto complicata per noi e ciò è vero, ma forse proprio questo mi dà uno stimolo in più, mi mette la voglia di dimostrare che posso farcela. Poi mi piace la pista della sprint, in particolare la salita finale».

Che ricordo hai della gara della passata stagione?
«Ho imparato tanto dalla gara dello scorso anno, quando mancai la semifinale per un centimetro. Quel giorno attaccai a metà salita ed ero in semifinale fino pochissimo dal traguardo, ma crollai all’ultimo. Ho capito quindi che quel rettilineo finale è lungo e una volta passata la qualificazione dovrò ricordarmene in vista delle batterie. Ricordo la vigilia dello scorso anno, quando io e Lucia eravamo da sole in Finlandia con il resto della squadra in Italia; la riunione pre gara telefonica con Simone, la carica, lo spronarci a vicenda con Lucia. Volevamo superare la qualificazione, poi una volta fatto Lucia ha passato la quarta batteria andando in semifinale, così mi è scattato qualcosa e sono scesa in pista ancora più carica nella quinta, mancando di un soffio il passaggio del turno. L’augurio è di ripeterci, significherebbe essere a buon punto. Spero sempre di partire bene a inizio stagione, per me è importante. Lo scorso anno ci sono riuscita e voglio farlo ancora».

Durante il raduno di Livigno abbiamo visto un bel video nel quale Chicco Pellegrino scattava in salita e tu riuscivi a tenere un ottimo passo inseguendolo. Quanto è importante per te allenarti con un campione come lui?
«Quest’anno per la prima volta, grazie a Simone e Steo (Saracco, ndr), abbiamo avuto spesso identici lavori durante il periodo in cui stavamo a casa. Così sugli skiroll, lui con i lenti e io i veloci, ci siamo allenati insieme e sono uscite delle belle cose. Per quanto riguarda il video a cui ti riferisci, nel corso di quell'allenamento sugli sci a Livigno, quando è passato al mio fianco, gli ho chiesto di tirarmi uno scatto. Abbiamo fatto diversi allenamenti simili in estate, mi servono tanto perché ho davanti a me una persona che va molto forte e di conseguenza riesco a tirare fuori quel qualcosa in più. Anche perché lui dà sempre tutto, lo conoscete, è competitivo, se mi avvicinassi troppo non sarebbe molto contento (ride, ndr). È stato molto bello allenarsi assieme, anche lui è contento di questo».

L’ultima domanda è sulla Coppa del Mondo: pensi che sia già assegnata a Johaug, oppure c’è chi può batterla?
«Ovviamente Johaug è la grande favorita ed è sempre molto agguerrita. Credo, però, che quest’anno Stina Nilsson possa avvicinarsi tanto. Ci sono due grandi tour, più quello sprint che assegnerà 200 punti, quindi non credo che la vittoria di Johaug sia così scontata. Stina potrebbe sfruttare il calendario e vincere anche la generale, perché ha già dimostrato il suo valore in passato, è una fondista completa. Mi auguro comunque ci sia una bella lotta, sarebbe utile per tutto il movimento».

Giorgio Capodaglio

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