Giuseppe Romele e Cristian Toninelli, assi azzurri dello sci nordico paralimpico, sono intervenuti in qualità di ospiti nel corso di una serata-evento organizzata a Schilpario dalla Polisportiva Disabili Valcamonica, da Atiesse Schilpario e dall’"Olimpic Hostel" e alla quale hanno partecipato gli atleti tesserati per quest’ultima e protagonisti alle Paralimpiadi di Pechino 2022. Oltre ai due fondisti, erano presenti anche lo sciatore Davide Bendotti e il giornalista Claudio Arrigoni, conduttore d’eccezione.
Di fronte al pubblico del cinema "Prealpi" della località orobica, Giuseppe Romele ha raccontato la sua esperienza paralimpica a Pechino: "Sicuramente si è avverato un sogno mio personale, ma anche dell’intera polisportiva. Da anni speravamo di partecipare a una Paralimpiade e quando ho iniziato a sciare, abbiamo capito che il potenziale c’era e abbiamo lavorato per giungere a questo appuntamento. Si è trattato del mio esordio a cinque cerchi, ma me l’aspettavo un po’ diverso, con tantissime persone a sostenerci, mentre il Covid-19 ci ha fatto vivere in una bolla: siamo stati relegati nel villaggio e potevamo recarci solo sul campo gara".
Pechino, ha confidato ancora Giuseppe Romele, è stata "un’esperienza strana: eravamo nelle condizioni giuste e avremmo potuto raccogliere qualcosa di più, ma sono saltati fuori i cinesi che hanno dominato. Noi nel nostro piccolo abbiamo portato a casa un bel bottino. Obiettivi futuri? Ad aprile io e i miei allenatori abbiamo deciso a provare a fare un po’ di triathlon e ho partecipato a un campionato italiano. Il mio tempo è stato di 59 minuti, decisamente buono, e ora puntiamo alle Olimpiadi estive di Parigi 2024, dove voglio arrivare in condizione di dare tutto quello che potrò dare".
Anche Cristian Toninelli ha parlato delle Paralimpiadi di Pechino 2022, mettendole a confronto poi con quelle di quattro anni prima, alle quali aveva già preso parte: "Pechino per me è stata strana per tante ragioni. In primis siamo partiti quando è scoppiata la guerra e sia io che Giuseppe abbiamo numerosi amici russi e ucraini. C’è stato anche un problema a livello climatico: siamo arrivati al villaggio olimpico con temperatura massima pari a -16 e temperatura minima pari a -22. Il giorno della mia gara c’erano 8 gradi: per i materiali è stata una tragedia e per la pista ancora peggio. A Pyeongchang 2018, invece, le condizioni erano più normali".
E dire che Cristian Toninelli si era allontanato dal mondo dello sport, quando praticava calcio: "Non avevo più così tanta voglia di scendere in campo, in quanto, finite le superiori, ho iniziato a lavorare. Facevo il capocantiere a Vicenza alzandomi al mattino le 5. Avevo anche la fidanzata, dormivo tre ore per notte e sono andato avanti così per 3-4 anni. A un certo punto, col lavoro ci sono stati svariati problemi e mi sono licenziato per giusta causa. Mi sono ritrovato solo a casa, perché nel frattempo mi ero lasciato con la mia morosa. Così, mi sono dedicato alle mie passioni e ho fatto gli incontri giusti per essere qui oggi".
Paralimpici – Giuseppe Romele e Cristian Toninelli protagonisti a Schilpario: spunta Parigi 2024…
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