Kerttu Niskanen è una delle prime atlete ad essere arrivata in Val di Fiemme per i Giochi Olimpici, dove le gare inizieranno già da sabato con la 20km skiathlon femminile. La veterana della squadra finlandese ha trascorso il periodo di avvicinamento alle Olimpiadi all’Alpe di Siusi, una delle mete più gettonate per gli atleti vista la possibilità di fare allenamento in quota e ha ripreso feeling con le competizioni a Goms, dove ha chiuso quarta la 20km vinta dalla compagna di squadra Johanna Matintalo.
La 37enne è emozionata all’idea di prendere parte ai Giochi ed è determinata a fare bene, ma c’è stato un momento a gennaio, in cui ha seriamente pensato che le gare di Milano-Cortina 2026 sarebbero rimaste un sogno irrealizzato, quando a causa di un mix tra influenza e covid ha dovuto lasciare il Tour de Ski, rimanendo ko per due settimane.
“È stata una grande delusione dover abbandonare il Tour a metà, ma il fatto che la malattia fosse così grave… Per molto tempo non sono riuscito ad alzarmi dal letto – ha raccontato a Yle – Ho subito pensato che le Olimpiadi fossero finite.”
Il quarto posto di Goms le ha dato giuste sensazioni in vista dei Giochi: “Ovviamente ero molto contenta di aver ottenuto un risultato così buono. Non avevo grandi energie, quindi è stata una buona prestazione. Speriamo che il passo migliori.”
Ora l’obiettivo è di iniziare forte fin dall’inizio per poter porre le basi in vista delle altre gare: “Vorrei dare un segnale forte già nella gara di apertura in vista delle prossime gare. Saranno gli allenatori a decidere, ma se il ritmo è buono e tutto va bene, l’intenzione è quella di fare il massimo qui. Abbiamo fatto tutto il possibile per farmi arrivare in questa fase della stagione nella migliore forma possibile.”
Per Niskanen quelli in Val di Fiemme saranno i suoi quarti Giochi Olimpici; nel 2022, a Pechino, ha conquistato l’argento nella 10 km in classico e il bronzo nella 30 km a skating che si sono aggiunti ai due argenti conquistati a Sochi 2014 in staffetta e nella Team Sprint. L’appetito per le medaglie, però, non si può dire appagato
“Sono partita per Sochi senza alcuna esperienza e senza obiettivi personali. Prima di Pyeongchang ero in ottima forma, ma a causa di una malattia non sono riuscito a ottenere il miglior risultato possibile. A Pechino ero in buona salute e ho avuto successo. Ora ho dovuto nuovamente abbassare le mie aspettative a casa della malattia. Non posso partire però con obiettivi inferiori rispetto alle precedenti Olimpiadi. Sarebbe fantastico tornare a casa con una medaglia.”

