Una decisione forte, arrivata in silenzio ma destinata a lasciare il segno. Paal Gunnar Mikkelsplass ha scelto di dimettersi dal ruolo di vice allenatore della nazionale femminile norvegese, ponendo fine a un incarico durato appena due stagioni. Una scelta che, al di là delle motivazioni ufficiali, affonda le radici in una questione personale e delicata.
Ufficialmente, Mikkelsplass ha parlato di difficoltà legate al ruolo part-time e a una sensazione di “fretta” nel portare avanti il lavoro. Ma la realtà è più complessa.
La crescita della figlia Marte Mikkelsplass, sempre più protagonista a livello internazionale, ha reso la situazione insostenibile. Il momento chiave è arrivato con la sua qualificazione alla Coppa del Mondo di Trondheim: “Quando Marte si è qualificata, ho capito che conciliare il ruolo di padre con quello di allenatore della nazionale non era una buona soluzione”.
Mikkelsplass ha preferito farsi da parte per evitare qualsiasi tipo di tensione o dubbio nelle scelte tecniche: “Considerando le selezioni e le decisioni da prendere, ho pensato che fosse meglio lasciare”.
Una decisione presa già a dicembre, ma resa pubblica solo ora.
La sua uscita di scena non è banale. Mikkelsplass è una figura storica dello sci di fondo norvegese: medaglia olimpica nel 1988, allenatore di riferimento nei primi anni 2000 e soprattutto mentore di Therese Johaug, una delle più grandi campionesse di sempre. Un bagaglio di esperienza difficile da sostituire.
La decisione costringe ora la federazione norvegese a riorganizzare lo staff tecnico proprio in un momento cruciale, con la preparazione per la stagione 2026/27 alle porte.
Un passaggio delicato, anche considerando il lavoro avviato insieme a Marit Bjoergen, con cui aveva formato una coppia tecnica di grande prestigio. L’addio di Mikkelsplass rappresenta un esempio raro di scelta dettata più dall’etica che dai risultati. In uno sport dove i margini sono sottilissimi, evitare anche solo il sospetto di favoritismi è fondamentale e in questo caso, la decisione è stata chiara: fare un passo indietro per garantire equilibrio e trasparenza.
Resta ora da capire quale sarà il prossimo capitolo per una figura così importante dello sci di fondo norvegese. Una cosa è certa: il suo contributo al movimento resta enorme e anche lontano dalla nazionale, la sua influenza continuerà a farsi sentire.

