La scorsa settimana Emil Iversen ha comunicato la sua decisione di tornare per un’altra stagione di Coppa del Mondo e per i Mondiali di sci nordico a Falun. Un ultimo inverno per il 34enne norvegese, che chiuderà la carriera con una corsa verso l’oro iridato in Svezia, anche a costo di rivaleggiare direttamente col suo compagno di allenamenti, Johannes Høsflot Klæbo.
A TV2 che ha raccolto le sue parole dopo l’annuncio, il fondista si Meraaker ha raccontato come sia arrivato a prendere questa decisione: “Tutti coloro che mi hanno aiutato vogliono che io continui e credono che io possa migliorare ulteriormente. In realtà, alla fine è stato molto facile” ha spiegato, sottolineando come l’imminente 35esimo compleanno è entrato nella riflessione “Ho dovuto parlare con gli allenatori e chiedere se fossi troppo vecchio. Ma mi dicono che il corpo non è un problema finché la testa è a posto, e io sono motivato.”
Del resto, nell’ultimo anno Iversen ha dimostrato che è ancora possibile crescere e migliorare ulteriormente a discapito dell’età; per questo motivo assieme alla fidanzata Bettina, ha rimandato il trasferimento da Trondheum a Oslo, per concentrarsi per un altro anno. Il messaggio per Klæbo è chiaro.
“L’anno scorso l’obiettivo era una medaglia. Ci sono riuscito. L’anno prossimo l’obiettivo è vincere l’oro. Deve essere così. L’ho detto a Johannes, e la nostra amicizia potrebbe risentirne se succedesse. Le probabilità sono scarse, ma gli ho detto che il mio obiettivo è l’oro, anche se non credo che questa cosa lo preoccuperà”.
Prima di diventare avversari in pista, però, c’è ancora un’estate di preparazione da passare assieme.
“La collaborazione con Johannes è stata fondamentale. Lui vuole che io rimanga per un altro anno, e la collaborazione, il divertimento e la serietà mi danno la giusta motivazione, quindi probabilmente ci vedremo un po’ anche quest’anno”.
L’influenza del re dello sci di fondo è tale che anche in “bassa stagione”, anziché godersi la vita, il norvegese è determinato e concentrato; lezione imparata cinque anni fa, dopo la stagione dei Mondiali di Oberstdorf, l’inizio del suo declino sportivo: “Ammetto senza esitazione che quella volta non sono stato all’altezza. Ricordo bene come mi sentivo durante il raduno Sognefjellet quell’anno, e all’interno della squadra siamo stati molto chiari sul fatto che non devo tornare a quel livello. Me lo hanno fatto capire chiaramente. Anche se la mia autostima è alle stelle, devo avere un piano ben definito su cosa fare e cosa non fare” ricorda “Il vecchio Emil avrebbe pensato che sia giunto il momento di partecipare a qualche reality show, prendersi una piccola vacanza e godersi la vita. Il nuovo Emil lavora molto di più e preferirebbe iniziare ad allenarsi. Questa volta sono più determinato a iniziare l’allenamento. Ho imparato molto. Quando inizierà la stagione, non potrò vivere di rendita su tutto ciò che ho ottenuto l’anno scorso.”
Riprova di questo cambio di passo, è visibile nel post Olimpiadi: dopo i normali festeggiamenti per la medaglia della 50km, Iversen ha mancato le tre tappe successive di Coppa del Mondo, ma non è andato in crisi come dopo i Mondiali del 2021.
“Ho festeggiato un po’. Abbiamo festeggiato alla grande alle Olimpiadi e poi mi sono perso tre settimane di Coppa del Mondo, quindi ne ho pagato le conseguenze. Fortunatamente, sono riuscito a riprendermi per le finali negli Stati Uniti, ed è stata un’ulteriore conferma che questa versione di me scia bene anche nelle giornate storte e con una preparazione non ottimale, ma il mio medico mi ha detto che quest’anno dovrò stare molto attento”

