Da un anno Amandine Mengin ha un altro avversario oltre a quelli che affronta sulle piste e al poligono nel biathlon. La giovane francese, infatti convive con la tiroide di Hashimoto da un anno, malattia autoimmune cronica in cui il sistema immunitario attacca erroneamente la tiroide, causando infiammazione e spesso ipotiroidismo. La disgnosi è arrivata nel maggio 2025 e da allora la sua carriera è stata profondamente condizionata, dalla preparazione fino alla gestione della stagione agonistica.
“Non è stata una bella notizia, perché porta con sé tanti effetti collaterali: aumento di peso, cambiamenti ormonali, grande stanchezza e dolori muscolari che fanno fatica ad andare via” ammette la 21enne in una intervista a Nordic Magazine “diciamolo chiaramente: è una schifezza”.
La patologia ha avuto un impatto immediato sulla preparazione verso la passata stagione. “Ho perso completamente la fiducia in me stessa. Mi sono rimessa in discussione decine di volte, forse anche di più. Ho avuto tantissimi dubbi e mi chiedevo continuamente se un giorno sarebbe andata meglio. È difficile quando non sai dove stai andando e sai solo che non stai bene. La cosa più dura è dover dire a te stessa che sei malata, pur non avendo scelto nulla. È successo all’improvviso… e io non ho nemmeno voglia di definirmi malata”.
La rapidità con cui il problema è stato individuato ha però aiutato la francese ad affrontare la situazione. “L’abbiamo scoperto molto presto e non avevo ancora realizzato di aver preso nove chili, soprattutto per la ritenzione idrica. Non avevo ancora iniziato a chiedermi perché ingrassassi o perché andassi male in allenamento. Così è stato più facile accettare che qualcosa non andasse”.
Durante l’estate gli allenamenti hanno dovuto subire continui adattamenti, ma nonostante le difficoltà, Mengin sottolinea il sostegno ricevuto dall’ambiente che la circonda: “Ci sono state settimane in cui stavo davvero male e abbiamo dovuto ridurre le ore di allenamento, perché ero troppo stanca per riuscire a sostenerle. Sono stata seguita davvero benissimo. Gli allenatori sono stati fantastici, così come la mia famiglia e lo staff medico. Quando andavo nel panico c’era sempre qualcuno pronto ad aiutarmi”.
Con l’arrivo dell’inverno e del ritorno alle gare, un’altra sfida è arrivata dalla gestione della terapia. “La situazione si è aggravata durante la stagione. Non era affatto semplice, soprattutto affrontare due giorni consecutivi di gara. Abbiamo impiegato tantissimo tempo per trovare il giusto dosaggio del trattamento, perché servivano sei settimane prima di verificarne gli effetti con gli esami del sangue. Quello corretto, che sto usando ora, lo abbiamo trovato solo a gennaio. Ho passato tutta l’estate ad aspettare e a faticare, e poi l’inizio stagione senza capire perché le cose non funzionassero più bene dopo le selezioni di Bessans, dove invece era andato tutto perfettamente”.
Eppure, nonostante i problemi fisici, la francese era riuscita a conquistare un posto in Coppa del Mondo grazie agli ottimi risultati ottenuti proprio nelle gare di selezione francesi. Le cose non sono andate però come avrebbe voluto. “È stato bellissimo, perché non avrei mai immaginato di riuscirci e mi ha fatto davvero bene mentalmente. Purtroppo poi è arrivata la doccia fredda a Östersund e successivamente in IBU Cup. È stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e mi ha fatto davvero male”.
Nella seconda parte dell’inverno, con il trattamento finalmente stabilizzato, però, le sensazioni sono tornate positive, e la transalpina ha collezionato risultati importanti in IBU Cup, con una vittoria, diversi podi e anche una coppa di specialità. “La stagione è finita in modo incredibile” riassume. “Se guardo tutto nel complesso, non avrei mai pensato di riuscire a fare un inverno così bello. Quando ho iniziato la preparazione non immaginavo minimamente di poter ottenere risultati del genere”.
A un anno dall’inizio dei problemi, Amandine Mengin ha ripreso gradualmente ad allenarsi e a fine maggio tornerà al lavoro con la squadra B della Francia a Prémanon. L’obiettivo ora è vivere una preparazione finalmente completa e serena, sia dal punto di vista fisico che mentale.
