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Sci di fondo , Skiroll

Matteo Tanel punta al rilancio degli skiroll: “Si potrebbe integrare il nostro calendario in un Grand Prix estivo per il fondo come già accade per le Ski Classics”

Credits: Newspower.it

La passione è più forte di ogni altra cosa per Matteo Tanel tanto che il 33enne di Bronzolo ha deciso di tornare sui propri passi e proseguire anche per la stagione 2026. Dopo aver vinto la terza Coppa del Mondo di skiroll della carriera, il portacolori del Robinson Ski Team ha messo nel mirino i Mondiali in programma a Madona (Lettonia) a inizio settembre con una preparazione diversa.

Tanel ha visto la propria vita cambiare in inverno complice la nascita del primo figlio Jan ponendo così una maggior attenzione alla famiglia, tuttavia il fuoriclasse altoatesino non ha nascosto di voler rilanciare il movimento.

Perché ha deciso di cambiare idea sulla conclusione della carriera?

Avevo detto che sarebbe stato l’ultimo anno, però con me bisogna sempre prendere con le pinze quello che dico. Scherzi a partei, è la prima volta che lo dicevo davvero. Dopo la Val di Fiemme, quando ho vinto Coppa del Mondo e Mondiale, pensavo seriamente di smettere. Però ogni anno, alla fine, mi manca tutto questo: ho ancora passione e voglia di competere. Finché il fisico me lo permetterà cercherò sempre di fare gare, perché ci tengo e mi piace. Mi piace più competere che allenarmi.

Con il passare degli anni non le pesano gli allenamenti?

Diciamo che noi siamo semiprofessionisti, quindi cerchiamo sempre di ritagliarci del tempo libero per allenarci. Anch’io lavoro e poi, d’estate, per fortuna abbiamo questo periodo che mi permette di allenarmi bene e fare le gare. Adesso magari mi pesa un po’ di più, perché tre mesi fa è nato mio figlio e quindi stare via da casa pesa maggiormente. Però vediamo come va.

Quanto è cambiata la sua vita con l’arrivo di Jan?

C’è poco tempo: forse servirebbero giornate da 30 ore. Però ho una moglie veramente brava, che ci sta tanto dietro e riesce a gestire tutto molto bene. Alla fine è normale che cambi qualcosa: se prima il riposino pomeridiano durava un’ora, adesso dura cinque minuti. Però è bellissimo avere un figlio. È una bellissima esperienza che auguro a tutti. Alla fine non ti pesa, perché ti diverti ed è davvero qualcosa di speciale.

Come si sta preparando all’inizio di questa stagione?

Quest’anno sono un po’ indietro di condizione, perché a febbraio è nato il bambino e quindi ho avuto parecchio da fare. Non sono riuscito ad allenarmi quanto avrei voluto. Però mi va bene che le gare di Coppa del Mondo siano verso fine estate, tra agosto e settembre, quindi c’è ancora tempo per fare volume e poi prepararsi bene con la qualità prima delle gare. Alla fine mi è andata bene.

L’obiettivo sarà la Coppa del Mondo o il Mondiale?

La Coppa del Mondo credo sia difficile da puntare completamente ormai, però magari posso togliermi qualche bella soddisfazione in qualche gara. Il Campionato del Mondo invece rimane l’obiettivo principale ed è anche quello che mi ha spinto a continuare quest’anno. Mi sono detto: “Non si può mollare proprio nell’anno del Mondiale”. Quindi cercherò di dare il meglio fino alla fine.

Purtroppo quest’anno ci saranno solo tre tappe di Coppa del Mondo. Come spiega questa riduzione?

Quando ho iniziato io c’erano cinque o sei tappe, poi sono state ridotte sempre di più fino ad arrivare alla situazione attuale. Da una parte è bello che esista ancora la Coppa del Mondo, però secondo me non è giusto quello che stanno facendo allo skiroll, perché è uno sport a sé, che può dare molto di più di quanto la FIS pensi oggi. Molti lo vedono solo come un allenamento estivo per il fondo, ma secondo me in futuro vedremo addirittura gare di skiroll inserite nella Coppa del Mondo di sci di fondo. Anche il fondo ha sempre più problemi legati alla neve e al calendario. Lo skiroll meriterebbe molta più attenzione, più investimenti e più spazio all’interno della FIS.

Si potrebbe quindi legare la stagione di skiroll a un Grand Prix estivo di fondo come accade già per salto con gli sci e combinata nordica?

Certo, potrebbe funzionare benissimo. Tutto quello che aiuta è positivo, purché rimanga sempre lo spirito dello skiroll. All’inizio si gareggiava con ruote veloci e c’erano tante nazioni che oggi non ci sono più, con gare spettacolari soprattutto nello skating e nei circuiti cittadini. Anche le sprint da 200 metri sono una delle discipline regine dello skiroll: sono spettacolari, veloci e divertenti da vedere. Bisogna trovare un modo per unire skiroll e fondo. Alla fine dello sci di fondo si parla per quattro mesi all’anno, poi per il resto del tempo sparisce tutto. Invece bisognerebbe sfruttare meglio il periodo estivo anche per sponsor e visibilità. Ad esempio le Ski Classics stanno cercando di creare un circuito estivo di gare lunghe a spinta, e secondo me è una cosa positiva. Spero che anche la FIS e il mondo del fondo vadano in quella direzione.

Da veterano quale consiglio vorrebbe dare ai più giovani?

Direi di crederci sempre e continuare a spingere. I risultati arrivano se c’è passione in quello che si fa. L’importante è divertirsi, vivere bene questo sport e condividerlo con gli altri. Se non avessi avuto passione, in tutti questi anni avrei già smesso tante volte. Invece ho ancora il fuoco dentro e per questo ho deciso di continuare. Ai giovani dico di non scoraggiarsi nemmeno davanti ai grandi campioni norvegesi o svedesi. Un modo per batterli si trova sempre: bisogna impegnarsi, studiare le gare e prepararle bene. Nello skiroll ci sono molte più possibilità rispetto al fondo, perché le variabili sono meno: sappiamo già il percorso, le condizioni e abbiamo tutti gli stessi skiroll. Se uno ci mette impegno e passione può emergere e divertirsi davvero.

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