Quello di Mattis Stenshagen è uno dei nomi degli atleti che, all’interno della durissima concorrenza dello sci di fondo norvegese, è riuscito a emergere e conquistare la selezione per le Olimpiadi di Milano Cortina. Coetaneo di Johannes Høsflot Klæbo ed Erik Valnes, il 29enne era considerato una grande promessa da junior, e a 20 anni ha debuttato in Coppa del Mondo, senza però riuscire a confermarsi nell’élite, con un percorso andato più a rilento fino a quest’inverno, classificandosi secondo al Tour de Ski e ottenendo diverse vittorie davanti al fenomeno Klæbo, tra cui l’epica scalata del cermis, e queste prestazioni che gli sono valse il pass olimpico.
“Non credo che sia un caso unico. È normale che alcuni junior siano estremamente bravi e poi improvvisamente le cose diventino un po’ più difficili – spiega a TV2 – Poi ci sono altri che si sviluppano più tardi durante la pubertà, che vengono fuori di colpo. Johannes, per esempio, era un magrolino fino a quando avevamo 18-19 anni, e poi è cresciuto a una velocità incredibile”.
Una crescita che, nonostante le diverse presenze da buon regolarista in Coppa del Mondo fino ad oggi, è arrivata probabilmente per un approccio diverso nella preparazione: “La cosa positiva di quest’anno è che ho intensificato un po’ l’allenamento. Forse ho osato sottoporre il mio corpo a uno sforzo maggiore rispetto agli ultimi anni. Questo ha sicuramente contribuito alla mia crescita”.
Una curiosità che non molti sanno, però, è che il fondista di Follebu, avrebbe avuto chance anche in un altro sport, il ciclismo, e a volte quasi si pente di non aver percorso quella strada. Anche lì, infatti, le premesse erano molto buone, quando nel 2012 Stenshagen è diventato campione norvegese nella categoria 16 anni. “Avevo quasi più talento per la bicicletta che per lo sci di fondo. Ai tempi non ero solo bravo in bicicletta, ero molto bravo.”
Un passaggio che però all’epoca non gli interessava visto, in realtà, utilizzava il ciclismo solo come allenamento per diventare uno sciatore migliore, pratica oggi regolarmente diffusa (a tal punto che molte promesse dello sci arrivano poi ad optare per il più remunerativo ciclismo).
“Guardando indietro, avrei potuto dedicarmi al ciclismo già allora. In realtà non è stata una scelta ponderata, ma è un po’ strano. Avrei dovuto rifletterci meglio, ma la priorità era lo sci di fondo. Credo che sarei potuto diventare bravo. Ancora oggi mi pento quasi di non essere diventato un ciclista. In quel caso avrei eliminato tutta la parte tecnica. Basta solo pedalare. Devo ammettere che ogni tanto ci penso.”
A confermare le buone qualita di Stenshagen è Edvald Boasson Hagen, ex ciclista norvegese – attivo fino al 2024 – che conta nel suo palmares una vittoria di tappa al Giro d’Italia, e tre tappe del Tour de France; i due si conoscono fin da ragazzi, essendo stati vicini di casa.
“Se Mattis avesse puntato sul ciclismo, penso che ce l’avrebbe sicuramente fatta. Aveva tutte le possibilità. Mattis aveva tutte le carte in regola per diventare bravo anche in quello. Aveva un buon motore, quindi avrebbe potuto diventare un ottimo ciclista” ha dichiarato TV 2.

