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Sci di fondo

Sci di fondo – Mathis Desloges lancia la sfida a Johannes Høsflot Klæbo: “Spero un giorno di arrivare prima di lui”

Foto Credits Federico Angiolini

Mathis Desloges è stato probabilmente una delle più grandi sorprese delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. Nonostante non sia mai riuscito a centrare un podio in Coppa del Mondo di sci di fondo, il 23enne francese si è messo al collo tre medaglie d’argento ai Giochi confermandosi il “nuovo che avanza”.

Tutto ciò ha permesso di lanciare un forte segnale soprattutto a Johannes Høsflot Klæbo che lo ha battuto in tutt’e tre le occasioni: “Dal mio sesto posto ai Mondiali 2025 di Trondheim mi sono allenato ogni giorno dell’anno con l’obiettivo di portare a casa una medaglia nello skiathlon. Essere in un gruppo di cinque atleti mi ha consentito di crederci, perché mi sarei sentito meno ad agio in un gruppo di 20 – racconta Desloges in un’intervista a Nordic Magazine -. C’erano tre medaglie in palio e, onestamente, il primo era difficile da raggiungere in volata. Le altre due erano alla portata, così ho creduto in me stesso fino alla fine e questa medaglia d’argento ha infranto un soffitto di cristallo”.

La gara dove forse Desloges è arrivato più vicino al sogno di conquistare un oro e anticipare Klæbo è stata la 10 chilometri in tecnica libera dove il francese si è fermato a soli cinque secondi dal fuoriclasse norvegese. Un’inezia soprattutto se si considera il livello presente ai Giochi Olimpici.

“Sono partito con grandi ambizioni. Di solito non sono uno che parte forte. Questa volta, volevo fare solo bene. Non credo di essere partito troppo forte, perché ho ceduto come gli altri – sottolinea Desloges -. Mi ero preparato a lungo per questo format ed ero in grado di mantenere un ritmo elevato per molto tempo. Mi rendo conto di non aver ottenuto una prestazione di così grande livello, gareggiando contro me stesso, senza l’influenza del gruppo”.

Proprio quell’argento potrebbe dare la spinta giusta al giovane transalpino per pensare in futuro di prendersi la leadership del movimento mondiale di fondo scalzando Klæbo dal trono: “Cinque secondi non sono niente in ventuno minuti di sforzo. Può andare in entrambi i modi. Spero che un giorno arriverò prima di lui. Oggi sono orgoglioso di questa prestazione incredibile, anche se sono arrivato secondo”.

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