Nei grandi cambiamenti che accompagnano la fine di un quadriennio olimpico, oltre agli addii di molti atleti, ci sono anche i cambiamenti interni agli staff tecnici. Se qualche allenatore cambia casacca, alcuni chiudono invece definitivamente la loro esperienza alla guida di una Nazionale.
Tra questi c’è lo svizzero Jean Marc Chabloz, che domenica scorsa ha chiuso la sua esperienza di allenatore di tiro con la squadra svedese. Per il 58enne, però, non si apriranno le porte di altre squadre; la sua nuova vita si prospetta completamente diversa dai lunghi viaggi lontano da casa che hanno caratterizzato gli ultimi 6 anni, da quando cioè ha iniziato la collaborazione con la Svezia nel 2020. Chabloz inizierà infatti a lavorare in una fattoria nello Jämtland, e si dedicherà ad uno stile di vita montano, contribuendo allo sviluppo delle attività, tra cui caccia e pesca. “È un sogno. Per me è il lavoro dei sogni. Non vedo l’ora di iniziare” ha raccontato ad Expressen, spiegando che ad attirarlo è stato l’ambiente montano molto simile alle “sue” Alpi svizzere “Sono un uomo di montagna. I miei nonni erano contadini sulle Alpi e sono cresciuto in gran parte con loro. Sono sempre stato vicino alla montagna e ho anche cani da caccia. Poter vivere in quell’ambiente è un sogno.”
Un piano, quello dell’elvetico, che non viene messo in discussione nemmeno dal finale di stagione della sua atleta Hanna Oeberg, autrice nell’ultimo weekend della stagione di tre podi, di cui due vittorie, in quel di Holmenkollen.
“Ero molto deciso e non ho dovuto pensarci a lungo. Sono felice, orgoglioso e grato ma non ambia nulla. È stato solo un super bonus” spiega “sono estremamente felice di aver potuto vivere questa settimana. Ho goduto di ogni singolo secondo. È stato bello, ma anche malinconico. Ora è davvero finita.”
Negli ultimi giorni, i suoi atleti gli hanno tributato parole di affetto e riconoscenza, sottolineando il grande carisma e il bel carattere che ha facilitato le lunge e dure ore di lavoro. Inevitabilmente, la commozione ha coinvolto tutti: chi resta, ma soprattutto chi parte.
“È una bella sensazione. Anch’io ho sempre sentito di avere un rapporto molto naturale con loro. Provo lo stesso. È bello e piacevole sentirlo. Siamo stati davvero bene insieme. Mi mancherà lo spirito di gruppo. Quello che abbiamo costruito insieme. Siamo sempre rimasti uniti. Sono fortunato ad averlo vissuto e vorrei che più persone potessero provarlo. È un’emozione enorme vivere l’ultimo colpo, l’ultima serie e quella scarica di adrenalina.”
Nonostante l’addio Chabloz manterrà comunque un legame con il mondo del biathlon: aiuterà giovani atleti e allenatori in un ruolo più consulenziale. “Il mio cuore batte ancora per il biathlon svedese. Voglio restituire qualcosa e continuare a contribuire.”

