Reduce da una stagione che lo ha consacrato tra i volti più interessanti dello sci di fondo azzurro, Davide Graz arriva al finale di stagione a Saint-Barthélemy con una consapevolezza nuova. Dopo un inverno lungo, intenso, fatto di fatica e continuità, che lo ha visto restare competitivo anche dopo l’apice olimpico, senza cali di tensione, il bronzo olimpico conquistato in Val di Fiemme rappresenta molto più di un risultato: è la sintesi di anni di crescita, ma anche l’inizio di una fase diversa della sua carriera.
«Sapevamo tutti che era possibile, però dal sognarlo a renderlo reale… quello è lo step più bello», racconta dal 26enne delle Fiamme Gialle, nell’intervista realizzata da Giorgio Capodaglio il 26 marzo scorso, alla vigilia dei Campionati Italiani. E la capacità di rimanere concentrato dopo aver raggiunto quell’obiettivo, continuando a macinare risultati e risalire la classifica generale di Coppa del Mondo, è uno degli aspetti che più lo rendono orgoglioso. Non solo il picco, dunque, ma anche la solidità nel lungo periodo.
Il cambiamento, però, non è solo nei risultati. Graz ammette di sentirsi diverso anche nel rapporto con se stesso: meno severo, più consapevole del proprio valore. Entrare stabilmente tra coloro che “se la giocano” a livello mondiale, vivere da protagonista le gare di Coppa del Mondo e riuscire a concretizzare, almeno in parte, il proprio potenziale, rappresenta un passaggio chiave nella sua crescita personale oltre che sportiva.
Il sappadino, inoltre, si muove in un’Italia giovane e ambiziosa, capace di ottenere risultati importanti come il secondo posto nella Coppa per Nazioni. L’eredità lasciata da Federico Pellegrino, figura simbolo del fondo azzurro, è importante ma non paralizzante: al contrario, diventa uno stimolo per un gruppo che sembra pronto a prendersi nuove responsabilità e a confermare quanto di buono mostrato in questa stagione: “Penso che il fondo italiano, pur rimpiangendo Chicco, nei prossimi anni potrà dimostrare e dimostrerà ancora grandi cose.”
Infine, lo sguardo è già rivolto al futuro: dalla sfida con i norvegesi fino agli obiettivi della prossima stagione, con i Mondiali di Falun nel mirino, per continuare a crescere, trovare sempre più continuità e, passo dopo passo, ridurre il gap con i migliori, trasformando anche il podio individuale in realtà.

