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Biathlon – Wierer e Sinner ancora sul trono: sono gli atleti dell’anno per l’Alto Adige secondo Dolomiten

© Simone Ferraro/CONI

Ancora una volta, i riflettori dell’Alto Adige premiano due icone dello sport italiano. Dorothea Wierer e Jannik Sinner sono stati eletti “Atleti dell’anno” nella 38ª edizione del tradizionale concorso organizzato dal quotidiano Dolomiten.

Un riconoscimento che celebra non solo i risultati sportivi, ma anche il forte legame con il territorio, testimoniato dalla grande partecipazione popolare.

Per il fuoriclasse di Sesto Pusteria si tratta del quinto successo consecutivo, a conferma di un dominio ormai consolidato. Con 9.624 voti, Sinner ha preceduto Dominik Paris, fermo a 5.714 preferenze, e il para-snowboarder Emanuel Perathoner, terzo con 2.442 voti.

Un risultato che arriva mentre il tennista altoatesino è impegnato sulla scena internazionale, a conferma di un impatto che va ben oltre i confini locali.

In campo femminile, il premio assume un significato ancora più speciale. A conquistarlo è stata Dorothea Wierer, protagonista di una stagione che ha segnato anche la fine della sua straordinaria carriera agonistica, conclusa dopo i Giochi Olimpici invernali.

La biathleta di Anterselva ha raccolto ben 13.222 voti, staccando nettamente la concorrenza e ricevendo un vero e proprio tributo da parte del pubblico.

Alle sue spalle si sono classificate Verena Hofer, con 3.486 preferenze, e la freestyler Maria Gasslitter, terza con 3.380 voti.

L’edizione 2026 del concorso ha coinvolto numeri importanti: 25 atleti, 17 atlete e sei squadre in gara, con oltre 110.000 lettori che hanno espresso la propria preferenza tramite web e app, affiancati dal voto di 40 giornalisti sportivi. Un sistema che unisce pubblico e critica, restituendo una fotografia completa dello sport altoatesino.

Il successo di Sinner e Wierer rappresenta la continuità e il passaggio di testimone tra due generazioni di campioni. Inoltre, i due, avevano vinto il premio insieme nel 2022.

Da una parte, un atleta nel pieno della carriera e già tra i migliori al mondo; dall’altra, una leggenda del biathlon che ha appena salutato le competizioni, lasciando un’eredità profonda nello sport italiano.

Due storie diverse, unite da un filo comune: l’eccellenza.

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