La scorsa settimana, si è tenuta a Losanna un’udienza a porte chiuse del Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) relativa alla causa intentata dal Comitato Paralimpico Russo e dalla Federazione Russa di Biathlon (RBU) contro l’Unione Internazionale di Biathlon (IBU) in merito all’esclusione degli atleti russi a competizioni internazionali sotto l’egida dell’IBU.
Interrogato sulla questione da sport24.ru, il presidente uscente dell’IBU (le elezioni sono previste contestualmente al Congresso del settembre prossimo), lo svedese Olle Dahlin, ha così risposto su una sua eventuale disponibilità a revocare le sanzioni contro la Russia prima di lasciare la guida della federazione internazionale.
“Siamo un’organizzazione democratica che appartiene ai suoi membri. La decisione sulla posizione dell’IBU viene presa dal Congresso dei nostri membri” ha ribadito il 71enne.
Va ricordato che il Comitato esecutivo (EB) dell’IBU ha deciso di vietare la partecipazione di atleti o funzionari russi o bielorussi ai suoi eventi internazionali, anche quelli non sportivi, a partire dal marzo 2022, seguendo le raccomandazione del CIO dell’epoca, a seguito dell’invasione Russia ai danni dell’Ucraina.
Nelle prossime settimane seguirà la sentenza del TAS in merito a un reinserimento degli atleti da parte dell’IBU; la Russia, naturalmente, spera di poter contare sul precedente del reintegro dei russi in Coppa del Mondo di sci di fondo come atleti neutrale a seguito delle ultime raccomandazioni del CIO per i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
