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Sci di fondo

Sci di fondo – Cristian Zorzi racconta a Fondo Italia la nuova avventura con la Slovenia: «Cercavano un tecnico d’esperienza per far crescere i giovani»

Photo Credits: Il Festival dello Sport di Trento

Una nuova avventura internazionale attende Cristian Zorzi. Il campione olimpico di Torino 2006 entrerà nello staff della nazionale slovena di sci di fondo, dove si occuperà principalmente dei materiali della squadra B. Contattato direttamente da Fondo Italia, “Zorro” ha raccontato come è nata la collaborazione e chiarito i motivi che hanno portato alla conclusione del precedente rapporto con Andorra.

Negli ultimi anni Zorzi aveva lavorato al fianco di Gina Del Rio, contribuendo alla crescita della giovane fondista andorrana e accompagnandola fino ai vertici delle categorie giovanili e ai primi importanti risultati tra le senior.

«La collaborazione con Andorra è terminata a causa di alcuni cambiamenti tecnici – ha spiegato Zorzi a Fondo Italia –. Gina si è aggregata alla Francia, che ha posto alcune condizioni e chiesto la presenza di un solo tecnico. Di conseguenza è stato scelto, giustamente, il direttore agonistico. Io e Marc sapevamo già che sarebbe potuto accadere».

Dopo una stagione particolarmente intensa, culminata con le Olimpiadi di Milano Cortina 2026, Zorzi aveva inizialmente pensato di concedersi un periodo lontano dalle competizioni.

«Mi ero ripromesso di prendermi un anno con maggiore calma, perché la stagione olimpica è stata molto impegnativa. Inoltre, per seguire l’attività avevo dovuto utilizzare molti giorni di ferie».

I programmi sono però cambiati quando l’ex fondista azzurro è stato contattato dallo sloveno Ivan Hudač, marito della grande campionessa Petra Majdič e tecnico che in passato ha lavorato anche con Anamarija Lampič.

«Ivan mi ha contattato e mi ha detto che sarebbe passato da casa mia. La squadra B slovena si trovava in raduno a Passo Lavazè e lui mi ha proposto ciò di cui avevano bisogno. Cercavano un tecnico con esperienza per la squadra B, perché vogliono investire nel circuito di Coppa Europa e far crescere tutto il movimento».

La Slovenia vuole costruire un nuovo ciclo partendo dai giovani e, secondo Zorzi, all’interno del gruppo non mancano elementi interessanti sui quali lavorare in prospettiva.

«Hanno alcuni ragazzi promettenti, tra i quali un paio di diciottenni che stanno andando veramente forte. C’è la volontà di far crescere l’intero ambiente, anche pensando a una possibile candidatura futura per ospitare i Mondiali di sci di fondo».

Prima di accettare, Zorzi ha dovuto valutare attentamente il programma, conciliando il nuovo incarico con gli impegni professionali in Italia.

«Ho chiesto di conoscere il numero delle giornate necessarie, per capire quante ferie avrei dovuto utilizzare. In seguito mi hanno inviato la programmazione e ci siamo confrontati anche in videochiamata. Inizialmente si parlava di una trentina di giorni, poi mi hanno chiesto la disponibilità anche per i Mondiali e l’impegno è salito a circa quaranta. Ho spiegato che non posso liberarmi sempre con facilità e loro mi hanno risposto che faremo tutto ciò che sarà possibile».

Zorzi avrebbe dovuto raggiungere Planica il 12 settembre per la presentazione ufficiale della nazionale slovena, ma alcuni impegni personali potrebbero impedirgli di essere presente. Il suo ruolo, in ogni caso, è già stato sostanzialmente definito.

«Mi hanno ingaggiato e lavorerò come tecnico dei materiali. Devo ancora capire nel dettaglio come verranno suddivisi i compiti tra la tecnica classica e lo skating. Sarò poi di supporto alla squadra in occasione dei Mondiali, lavorando insieme al tecnico norvegese già presente nello staff e che conosco molto bene dalla scorsa stagione».

Per la Slovenia si tratta di un innesto di grande esperienza. Zorzi conosce infatti le esigenze dello sci di fondo di alto livello sia per la lunga e vincente carriera da atleta sia per il lavoro svolto successivamente nella preparazione dei materiali.

Resta, nelle sue parole, un po’ di amarezza per la difficoltà incontrata dai tecnici italiani nel trovare spazio all’interno del movimento azzurro.

«Mi dispiace sempre constatare che in Italia non ci sia interesse per i tecnici italiani. Non sono l’unico: anche altri professionisti, come Zampieri, hanno trovato un’opportunità all’estero. Vedo che spesso si preferisce rivolgersi a tecnici stranieri invece di costruire una squadra maggiormente legata alle competenze italiane».

La nuova chiamata proveniente dall’estero rappresenta comunque un importante riconoscimento per Zorzi, pronto ora a mettere entusiasmo e conoscenze al servizio dei giovani sloveni.

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