La Svezia intensifica le iniziative per impedire agli atleti russi di partecipare ai Mondiali di sci nordico di Falun, in programma dalla fine di febbraio 2027. Il governo ha inviato una lettera di protesta alla Commissione Europea, chiedendo di accelerare l’introduzione di nuove disposizioni sui visti che consentano agli Stati membri di respingere più facilmente le richieste presentate da cittadini russi e bielorussi.
La presa di posizione del governo e della Federazione Svedese di Sci che arriva dopo che la Federazione internazionale di sci e snowboard (FIS) ha autorizzato ben 87 atleti russi (13 solo nello sci di fondo) a gareggiare nelle competizioni sotto la sua egida per la prossima stagione invernale con lo status di Atleti Individuali Neutrali.
«La brutale guerra di aggressione della Russia non si ferma solo perché si disputano i Mondiali di sci», ha dichiarato il ministro delle Migrazioni Johan Forssell; il ministro ha richiamato il contrasto tra i preparativi degli atleti russi per la rassegna iridata e la situazione in Ucraina: «Mentre migliaia di famiglie ucraine si preparano per un inverno che purtroppo si preannuncia molto difficile, e gli attentati terroristici russi continuano, vediamo sciatori russi che si preparano per i Campionati del Mondo a Falun. È una situazione a dir poco bizzarra».
Sulla stessa linea il ministro dello Sport Jakob Forssmed, che ribadisce come la Federazione svedese di sci sia in linea con la posizione governativa: «Quello che stiamo cercando di fare ora è accelerare il processo per aumentare la possibilità di negare i visti»; le nuove proposte legislative europee sono attese nel primo trimestre del 2027, ma Stoccolma ritiene necessario intervenire anche nell’attesa di una normativa comune più ampia.
Attualmente, infatti, le autorità svedesi dispongono già di alcuni strumenti per respingere le domande di visto: tra i motivi contemplati figurano il rischio per la sicurezza nazionale o la possibilità che una persona diffonda propaganda a sostegno della guerra; si tratta tuttavia di valutazioni che devono essere effettuate caso per caso, sulla base delle circostanze individuali.
Forssell, ha ricordato come «ci sono atleti russi che diffondono attivamente questa narrativa di guerra. C’è poi anche la possibilità di minacce alla sicurezza del Paese. E sappiamo anche che ci sono atleti russi che hanno stretti legami con l’esercito russo». Da qui la richiesta di criteri più rigorosi per valutare le singole candidature.
La Svezia sta inoltre lavorando con gli altri Paesi nordici per verificare la possibilità di introdurre misure più restrittive anche a livello regionale. Tra le ipotesi sul tavolo figura un maggiore ricorso ai passaporti biometrici.
Un altro punto centrale della lettera riguarda la libera circolazione all’interno dell’Unione Europea. Il governo svedese vuole evitare che cittadini russi ai quali venga concesso un visto da un altro Stato membro possano successivamente raggiungere la Svezia e assistere o partecipare ai Mondiali di Falun. «Non vogliamo che si creino scappatoie», ha concluso Forssell.


