Maria Hartz Melling è costretta a interrrompere la sua carriera: la 23enne, considerata una delle giovani promesse del movimento nazionale, ha infatti deciso di fermarsi a causa di alcuni problemi cardiaci che, nell’ultimo periodo, le hanno impedito di allenarsi e gareggiare con continuità.
In ambito giovanile Melling sembrava destinata ad entrare stabilmente ai vertici dello sci di fondo, norvegese e internazionale: nel 2022 aveva conquistato il titolo mondiale juniores nella sprint a Lygna, mentre due anni più tardi era arrivata la medaglia di bronzo ai Mondiali Under 23 di Planica nello stesso format. Risultati che le avevano permesso di entrare nel gruppo nazionale di sviluppo e di coltivare il sogno di fare della sua passione una professione, conciliando l’attività sportiva con gli studi.
La sua carriera ha però subito una brusca frenata a causa di un’aritmia cardiaca. I primi segnali si erano manifestati proprio durante i Mondiali Under 23 del 2024, quando, impegnata nell’ultima frazione della staffetta, aveva improvvisamente accusato un calo delle energie. Il problema si era ripresentato durante una gara di test nell’estate successiva, con la frequenza cardiaca arrivata improvvisamente fino a 225 battiti al minuto e le gambe che si irrigidivano nel giro di pochi secondi: «È come andare a sbattere contro un muro nel giro di dieci secondi», ha raccontato Melling a Dagbladet.
Inizialmente, nonostante gli accertamenti avessero individuato un’alterazione del ritmo cardiaco, la fondista era riuscita a continuare ad allenarsi e gareggiare, ma nell’autunno 2025 gli episodi erano tornati a manifestarsi e il sesto posto nella sprint di Coppa di Norvegia a Gålå sarebbe stata la sua ultima competizione. Nel corso dell’inverno si era sottoposta a due interventi di ablazione, senza tuttavia riuscire a risolvere il problema. Da qui la decisione di mettere da parte l’attività agonistica.
«Non è assolutamente pericoloso, ma è molto fastidioso quando si cerca di andare forte sugli sci», ha spiegato, aggiungendo: «Se non riesco a gareggiare, non vedo molto senso nel continuare. Se mi presento alla partenza sapendo che ho il 50% di possibilità di arrivare al traguardo, diventa tutto un po’ privo di senso».
La rinuncia alla carriera internazionale non è stata semplice, soprattutto considerando le aspettative e i risultati raggiunti in giovane età. La norvegese, tuttavia, ha compreso quanto sia difficile conciliare le proprie ambizioni sportive con una condizione fisica che non le permette di affrontare una gara con le necessarie certezze. Nonostante la decisione, Melling non ha completamente abbandonato la speranza di poter tornare un giorno sugli sci. Alcune aritmie, infatti, possono scomparire spontaneamente e la 23enne continua a guardare a questa possibilità, pur senza avere al momento un programma per un eventuale rientro. «Vivo ancora con la speranza che un giorno il problema possa risolversi. Mi manca gareggiare, ma per farlo devo avere un corpo che sia in grado di reggere».
Nel frattempo, la norvegese ha trovato nuovi stimoli lontano dalle piste. Attualmente studia Medicina all’Università di Oslo, un percorso che desiderava intraprendere da tempo e che le sta permettendo di riscoprire una quotidianità diversa, dopo anni in cui lo sci di fondo aveva occupato gran parte delle sue giornate.
«Per fortuna nella vita c’è molto altro oltre allo sport di alto livello. Ci sono tante altre cose a cui dedicare il proprio tempo», ha sottolineato, raccontando di aver imparato a guardare alle nuove opportunità senza lasciarsi sopraffare dalla delusione. Guardando indietro, la giovane norvegese non considera comunque sprecati gli anni dedicati allo sci di fondo, di cui conserva, più che le medaglie, i rapporti umani costruiti. «Se potessi tornare indietro, rifarei tutto, anche sapendo come sarebbe finita. Non sento di aver sprecato il mio tempo. È bello poter essere soddisfatta delle scelte che ho fatto», ha concluso.


