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Sci di fondo

Sci di fondo – Verso Davos, Pellegrino: “In ottica 2026, la team sprint sarà la gara più importante del weekend”

Credits Fondo Italia

Ha raggiunto Davos con largo anticipo, con l’obiettivo di togliersi ancora soddisfazioni su una pista alla quale è molto legato. Federico Pellegrino sta preparando come sempre con grande cura la tappa svizzera, nella quale prenderà parte a tutte le gare. Prima la team sprint a skating, format olimpico in Val di Fiemme, poi la sprint a skating che qui ha vinto ben quattro volte nella sua carriera, ottenendo sia la prima che la fin qui ultima vittoria in Coppa del Mondo. L’azzurro vi arriva dopo uno splendido podio conquistato a Lillehammer, dove ha chiuso terzo.

Quanto è importante aver dimostrato a te stesso e agli altri, di poter ancora ambire a grandi risultati nella tua sprint a skating anche in un contesto difficile come quello di Lillehammer?

«È importante aver dimostrato prima di tutto a me stesso di essere ancora così competitivo in un contesto di pista e neve, dove la freschezza, la brillantezza, la velocità e l’intelligenza tattica sono gli elementi fondamentali. Era anche una questione di fiducia in me stesso, in quanto devo un po’ ricostruirla ogni anno, soprattutto adesso che l’età avanza e non è scontato mantenere queste doti. È stato molto importante ottenere questo risultato, oltretutto nella prima sprint a skating di questa stagione».

Come mai hai deciso di preparare in maniera così accurata la tappa di Davos, anche saltando lo skiathlon di domenica scorsa?

«Fa un po’ parte della maniera in cui ho sempre approcciato la mia vita da atleta. In tutti questi anni ho cercato di ottimizzare tempi ed energie. Ho saltato lo skiathlon di Lillehammer perché, come probabilmente vedrete dalle start list di venerdì, a differenza di altri atleti che preferiscono saltare le gare a squadre, io tengo molto ad esse. Non volevo quindi presentarmi con poche energie qui a Davos dove voglio fare tutte le gare, reputando la 20 km di domenica importante tanto quanto la sprint di sabato, mentre la team sprint di venerdì è ancora più importante delle due in ottica 2026. Certo, con il senno di poi sarebbe stato meglio lasciare perdere la 10 km di venerdì e fare lo skiathlon domenica. Però se le previsioni fossero state invertite, la scelta giusta era quella che avevo preso fin dall’inizio. Peccato per il passaggio a vuoto di venerdì, fa parte del gioco ed è stato positivo riuscire sabato a fare si che non incidesse troppo sulla prestazione».

Che effetto ti fa sapere che Alexis e Greta ti sosterranno da bordopista proprio a Davos?

«Sicuramente fa un bell’effetto. A livello emotivo, già a Holmenkollen era stato importante avere entrambi lì a bordopista. Ci tenevo, perché nelle altre occasioni in cui erano venuti a tifarmi Greta e Alexis, dopo Planica nel 2023, quando era arrivata la medaglia nella team sprint, le cose non erano andate sempre benissimo. A Östersund eravamo un po’ tutti ammalati, poi al Tour de ski mi ero ammalato io. Anche a Goms, il weekend non era andato come speravamo. Invece a Holmenkollen ero stato protagonista di una bella prestazione. Voglio ripartire da lì, con l’idea che è molto utile averli con me. Inoltre, se non fossero venuti loro qui, sarei stato qualche giorno in più a casa. La loro presenza fa comunque parte della programmazione di famiglia che io e Greta abbiamo già predisposto da mesi».

In un’intervista che ha rilasciato a Fondo Italia la scorsa settimana, Petter Northug ha dichiarato che a suo parere la sprint di Trondheim sarà la tua ultima chance di vincere una medaglia individuale. Cosa ne pensi?

«Per quanto riguarda i Mondiali, non posso dargli torto. Effettivamente sarà il mio ultimo evento iridato e non penso a Trondheim di poter avere ambizioni di medaglie individuali nelle gare distance. Poi lui sicuramente ha abbastanza esperienza e occhio per potersi permettere certi commenti. Per quanto riguarda il 2026 è tutto un punto di domanda. Non voglio mettere le mani avanti rispondendo né in un senso né nell’altro. Importantissimo sarà per me il test event nella sprint sul nuovo profilo della pista in Val di Fiemme nel prossimo Tour de ski. Per il resto, soltanto dopo la prossima stagione sapremo quale sarà stata la mia ultima medaglia individuale».

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