Skiroll | domenica 16 luglio 2017

Alba Mortagna pensa al suo esordio Mondiale: “Sono emozionata e questo mi spinge ad allenarmi con maggiori motivazioni”

La giovane veneta, che sta disputando una grande stagione nello skiroll, ha ben chiari i suoi obiettivi: “Mi sto allenando sulla resistenza, perché voglio crescere nello sci di fondo e giocarmi tutte le mie carte per non avere rimpianti”

Alba Mortagna trionfa a Oroslavje (Foto di Flavio Becchis)

Deve ancora compiere 17 anni, ma è già in grado di battere le sue avversarie senior. Alba Mortagna, veneta classe 2000, è una delle grandi promesse dello skiroll italiano, ha appena vinto la prima sprint stagionale della Coppa del Mondo Junior e guarda già ai Mondiali di agosto con l’obiettivo di tornare dalla Svezia con qualche medaglia al collo. L’atleta, passata quest’anno allo Sci Club Valdobbiadene, si sta togliendo diverse soddisfazioni in questa prima parte di stagione, nella quale è riuscita anche a vincere in Coppa Italia davanti a Lisa Bolzan. Non male per questa giovanissima ragazza, che nonostante l’età ha ben chiari in testa i suoi obiettivi: vincere oggi nello skiroll e migliorare le sue prestazioni nello sci di fondo. Conosciamola meglio attraverso questa intervista.

Ciao Alba e complimenti per la vittoria di Oroslavje: la Coppa del Mondo è partita subito nel modo migliore.
«È iniziata bene, perché dopo due gare per me non troppo soddisfacenti, è stato bello riscattarmi con un’ottima sprint. Alla vigilia ero un po’ preoccupata, temevo di arrivare in Croazia non in buone condizioni di forma, invece è andato tutto bene. Vincere era importante anche per avere la certezza della qualificazione mondiale e presentarmi in Svezia con maggiore convinzione».

Sicuramente ad aumentare la tua autostima ci avrà pensato anche la bella vittoria ottenuta a Sgonico, in Coppa Italia, su una campionessa come Lisa Bolzan che vince gare internazionali tra i senior.
«Battere Lisa è stata per me una cosa totalmente inaspettata, dal momento che è un’atleta di alto livello internazionale. Avevo capito, però, nelle gare precedenti, di avere le carte in regola per compiere questa impresa, così mi ero presentata a Sgonico, dove avevo fatto già bene lo scorso anno, convinta di poter ottenere un bel risultato. Riuscire a batterla con quella bella progressione finale è stato bello e inaspettato. È una vittoria che mi dà ulteriore carica in vista dei Mondiali in Svezia e le successive gare».

Ai Mondiali svedesi alcune gare si disputeranno su skiroll lenti; questo può rappresentare un problema?
«Sinceramente non sono preoccupata di questo, perché abbiamo già fatto esperienza con questi materiali lo scorso anno nelle gare di Coppa del Mondo in Lettonia e Svezia. Secondo me, senza l’apporto degli skiroll veloci, si vede davvero la più forte. Sarò però felice di usare quelli veloci per la sprint, dove è importante avere dei materiali buoni con cui ci si trova bene».

Qual è il tuo obiettivo per i Mondiali?
«Sicuramente arrivare il più in forma possibile e vincere la sprint. Sto pensando anche alla team sprint, per la quale spero di essere selezionata. Se venisse un risultato anche nella team sprint, insieme a una compagna di squadra, sarebbe ancora più bello».  

Cosa provi a poche settimane dal tuo primo Mondiale?
«Sento un po’ di emozione e tensione. Queste sensazioni mi danno la carica, mi sto allenando con molti più stimoli».

Sei giovanissima, eppure hai già vinto tre gare in Coppa del Mondo Junior: qual è il tuo segreto?
«Dietro a questi risultati ci sono lunghe ore di allenamento. Per fare bene nella sprint, anche se si tratta di gare brevi, ci vuole molta resistenza. Mi alleno sempre con papà, mi stimola moltissimo a tirare fuori il meglio di me».  

Torniamo indietro nel tempo: come hai iniziato a fare questo sport?
«Ho cominciato fin da piccola a fare sci di fondo, entrando nell’ENAL Sport Villaga, che ho lasciato solo quest’anno per lo Sci Club Valdobbiadene. A sette anni, spinta da mio padre che praticava entrambi, ho iniziato anche a fare skiroll. Nel frattempo ho praticato anche altri sport, poi ho deciso di dedicarmi soltanto a questi due e l’atletica, quest’ultima soprattutto nelle mezze stagioni per tenermi in forma. Nel fondo non sono ancora riuscita a ottenere i risultati che vorrei, ma voglio puntare molto sullo sci e sono fiduciosa in ottica futura per le sprint. Già lo scorso anno ho fatto abbastanza bene a Passo Cereda in Coppa Italia, soprattutto nelle qualificazioni, ma devo migliorare nella resistenza per ripetermi dai quarti in poi».
    
Qual è il tuo sogno nel cassetto?
«Nel fondo voglio arrivare il più in alto possibile. Darò sempre il massimo, perché non devo avere rimpianti in futuro, ma solo la consapevolezza di essermi giocata ogni carta a disposizione. Devo andare avanti a piccoli passi, allenarmi costantemente, perché solo così possono arrivare risultati, tirando sempre fuori cuore e passione».

Nel frattempo studi: è difficile conciliare sport e scuola?
«Si, soprattutto di inverno. Purtroppo non posso sempre allenarmi come voglio e questo mi sta un po’ penalizzando nel fondo, dove devo ancora ottenere grandi risultati. In estate, quando posso allenarmi di più, vado meglio. Il liceo scientifico non è una scuola semplice, ma tengo a entrambi, quindi cercherò di fare tutto al meglio. Una volta finiti gli studi, poi, mi dedicherò allo sport».

Chi è il tuo atleta preferito?
«Senza alcun dubbio Federico Pellegrino, che è uno dei migliori fondisti del monto e per me fonte di ispirazione. È un atleta molto competitivo e si allena moltissimo, mostrando una fame di vincere che non hanno tutti. Poi un’altra cosa che mi piace di lui è il suo modo di vivere le gare, la capacità di sorridere quando le cose non vanno bene».

C’è qualcuno che vuoi ringraziare per le vittorie che hai ottenuto fino a oggi?
«Innanzitutto la mia famiglia, in particolare mio papà che mi ha portato fin qui. Poi il mio sci club che ha creduto in me. Infine Roberto Celato, allenatore della squadra di atletica con cui mi alleno, la Firex Athletic Club Belluno. Nei 400 ostacoli sono riuscita anche a ottenere il minimo per i campionati italiani. Lui mi segue anche nella preparazione per lo skiroll e il fondo, per questo motivo faccio anche gli ottocento metri, che mi permettono di allenare maggiormente la resistenza, una cosa che mi tornerà utile soprattutto nelle sprint di fondo, dove vado forte in qualifica ma fatico nelle batterie».

Giorgio Capodaglio

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