Sci di fondo | martedì 12 giugno 2018

Stefano Saracco parla del suo ritorno: "Credo tantissimo in questo gruppo"

L'allenatore ha appena concluso il suo primo raduno alla guida della Squadra A maschile: "Mi mancava l'ambiente italiano; dovremo essere bravi a mettere gli atleti nelle condizioni ideali per esprimersi al meglio"

Dopo quattro anni è tornato nello staff tecnico della nazionale azzurra con il ruolo di allenatore responsabile della squadra maschile, ritrovando quel Federico Pellegrino con il quale ha lavorato benissimo in passato ed è legato anche da un ottimo rapporto. Stefano Saracco, dopo aver vissuto un’importante avventura in Slovenia, dalla quale, come ha affermato nell’intervista che ci ha rilasciato, ha imparato molto, è tornato a casa pronto a guidare la squadra maschile dopo il quadriennio di Sepp Chenetti. Ecco le sue sensazioni e gli obiettivi al termine del primo raduno con i nazionali azzurri.

Buongiorno Saracco. Come è arrivata la chiamata della nazionale azzurra?
«Innanzitutto ci tengo a sottolineare che mi ha fatto molto piacere. Prima che arrivasse l’interessamento della nazionale italiana, ero in contatto con la Slovenia per proseguire il lavoro fatto fino al termine della passata stagione. Quindi ho ricevuto la chiamata dall'Italia e anche Chicco (Pellegrino, ndr) ci teneva parecchio perché tornassi. L’interesse si è trasformato in una proposta e ho accettato, perché anche se lavori bene all’estero, il cuore è sempre legato all’Italia e il tuo ambiente ti manca. Ho già lavorato in passato con alcuni di questi ragazzi, come Nöckler e Pellegrino, ma anche gli altri li conosco bene».

Che squadra ha trovato?
«Intanto ho lasciato Federico (Pellegrino, ndr) che era un giovane promettente e ora me lo ritrovo da campione, tra i migliori atleti al mondo. Per quanto riguarda la squadra, tenendo anche conto di questi primi allenamenti sullo Stelvio, devo dire che abbiamo grandi potenzialità, come già visto lo scorso anno quando per tre quarti la staffetta azzurra ha lottato per il podio alle Olimpiadi. Ci sono sei atleti che possono far bene. Abbiamo De Fabiani che nell’ultima stagione si è ripreso dopo un anno complicato, è salito due volte sul podio ed è un atleta che può sempre stare in alto nelle classifiche. Oltre a lui mi trovo dei signori distance come Nöckler, che può avvicinarsi al podio in classico, Salvadori che nei dieci arriva e Bertolina che ha grande voglia di migliorare e ha fatto bene nella 50km di Holmenkollen. Poi abbiamo Rastelli che viene da un grande finale di stagione, ha ottenuto il quarto tempo nella sprint olimpica e anche in staffetta è stato super, al lancio ha fatto un numero da grande atleta. Insomma la squadra è forte e spero di tirare fuori da questi atleti quelle potenzialità che per alcuni di loro sono ancora rimaste inespresse. Io credo tantissimo in questo gruppo. Vediamo cosa tireremo fuori. Con Pellegrino possiamo cogliere ottimi risultati perché abbiamo ben nove sprint in skating in Coppa del Mondo e quella dei Mondiali di Seefeld.  Chi in una tecnica chi nell’altra, tutti possono regalarci soddisfazioni. Noi dovremo essere bravi anche nel non correre dietro a tutte le gare ma selezionare quelle più adatte ai nostri atleti».

Che tipo di lavoro farete nelle prossime settimane?
«Ora abbiamo un periodo di carico da fare, poi terremo conto anche delle caratteristiche di ogni singolo atleta per capire quanto spingere e scaricare. Dovremo anche imparare a conoscerci bene, perché ci sono stati dei cambiamenti pure nello staff. Per esempio ho portato con me il fisioterapista Cristoph Savoire che sostituisce Eric Benedetto».

Cosa ha detto ai suoi atleti?
«Di avere voglia, come ho visto già in questi giorni, di esprimersi ad alto livello. Devono infatti porsi un obiettivo importante e inseguirlo attraverso il lavoro: faticare e focalizzare l’attenzione sull’obiettivo, dando la giusta importanza a ogni particolare come riposare. Nel fondo è fondamentale fare una vita da atleta, per fortuna alleno un gruppo di ragazzi maturi che sanno cosa vogliono. Ho visto che siamo partiti subito bene, i ragazzi si sono dimostrati già pronti a lavorare sodo nonostante le condizioni della neve non fossero delle migliori».

Si punta molto anche sulla staffetta.
«Abbiamo una staffetta con potenzialità alte perché questo gruppo è formato da atleti che se trovassero un po’ di continuità potrebbero fare una stagione di altissimo livello. Anche perché abbiamo la fortuna di avere dei tecnici dei materiali bravissimi».

Sembra molto fiducioso.
«Certo, lo sono, perché questi atleti hanno dimostrato di essere in continua crescita e in più sono una persona sempre ottimista (ride, ndr). Nonostante l’età hanno già tutti molta esperienza, anche lo stesso Bertolina che magari ha corso meno gare in Coppa del Mondo, ha imparato a conoscerne i ritmi, sa come si soffre in una gara di alto livello internazionale rispetto a una di Coppa Italia o del Campionato Italiano. Se un atleta, come ha fato lui a Oslo, riesce a tenere nei momenti di difficoltà in salita e stringere i denti restando con i primi fino alla fine, capisce che gli avversari non sono marziani. Poi non dimentichiamoci che oggi siamo in sei ma abbiamo un settimo atleta a noi aggregato, Stefan Zelger, che si sta allenando con la nazionale Under 23 ma potrebbe presto fare il salto di qualità e farà di tutto per metterci in difficoltà. Insomma abbiamo tutte le carte in regola per dimostrare di essere una squadra forte».  

Cosa ha imparato dalla sua esperienza all’estero?
«Mi ha insegnato tanto perché ho visto una realtà diversa da quella italiana, ho scoperto delle cose nuove che ora posso riutilizzare qui in italia, portando così metodi di lavoro diversi dal solito. Ampliare le proprie conoscenze è sempre qualcosa di positivo perché se in allenamento proponi sempre le stesse cose finisci per appiattirlo. Per fortuna il nostro è un ambiente sempre aperto al cambiamento e al confronto, tra tecnici parliamo durante le gare di Coppa del Mondo, e si cresce sempre tanto».

Nella passata stagione Federico Pellegrino è giunto decimo nella classifica generale della Coppa del Mondo; secondo lei può migliorare ancora?
«L’obiettivo è farlo migliorare ancora nelle gare distance per permettergli di essere molto competitivo anche nella frazione in skating della staffetta e lottare per le primissime posizioni. In una 10km in pattinaggio ha i mezzi per stare tra i migliori. Chicco ci tiene moltissimo, vuole essere competitivo in staffetta, lottare ad alto livello. Paradossalmente nelle distance va meglio in classico che in skating, dove patisce le salite lunghe e ripide, l’opposto di quanto accade nelle sprint, dove sono il suo punto di forza. Dovremo trovare dei lavori che lo migliorino sotto questo punto di vista ma ovviamente senza perdere nulla di lui nelle sprint, perché vogliamo che continui a vincere».

Cosa si aspetta dai giovani? Guarderà anche ai ragazzi dell’Under 23?
«Sicuramente, anche perché in quel gruppo abbiamo Zelger che è nostro aggregato e lavorerà con loro durante l’estate, prima di unirsi a noi a novembre. Comunque nel corso della preparazione faremo un paio di raduni insieme alla squadra Under 23, anche perché l’approdo alla squadra A deve essere un obiettivo concreto di questi ragazzi. Per loro sarà l’occasione di vedere all’opera gli atleti di Coppa del Mondo e prendere esempio da loro, osservare come lavorano, l’impegno e i sacrifici che fanno negli allenamenti, capire cosa bisogna fare per arrivare. Sarà un grande insegnamento».

Al termine della stagione sarà soddisfatto se?
«Se avremo raggiunto i nostri obiettivi, ottenendo diversi successi. Il clou della stagione ovviamente è il Mondiale di Seefeld dove non andiamo per partecipare ma vincere medaglie. Ovviamente, però, non trascureremo la Coppa del Mondo, i ragazzi vogliono fare bene anche lì a partire già dalle prime gare di Ruka. Poi ci sarà anche il week end in Valle d’Aosta al quale teniamo particolarmente».  

Giorgio Capodaglio

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