Sci di fondo | 19 ottobre 2018

Iivo Niskanen, l'uomo che fa sempre centro, nel 2019 mira a ben tre bersagli!

In una lunga intervista alla TV nazionale YLE il finlandese ha spiegato quali saranno obiettivi e programma della prossima stagione.

Courtesy : XC ski Team Finland

Courtesy : XC ski Team Finland

Nelle ultime annate per Iivo Niskanen la data da segnare con l'evidenziatore giallo sulla sua personalissima agenda è stata solamente una.

Nel 2017, con i Mondiali casalinghi di Lahti, tutta la sua preparazione fu finalizzata ad arrivare al top della forma il 1 Marzo, giorno della 15km in alternato. Missione compiuta, perché conquistò la medaglia d'oro iridata, venendo successivamente eletto sportivo dell'anno in Finlandia.

Nel 2018 un sublime alternista come lui si concentrò sul 24 febbraio e sulla 50km in tecnica classica di PyeongChang. Anche in questo caso mission accomplished, poiché Iivo mise in pratica fin dal decimo chilometro il piano di attacco da lui studiato con ben dieci mesi di anticipo, andando a conquistare una nuova medaglia d'oro, stavolta olimpica.

Con questo pedigree, Niskanen è sicuramente da tenere d'occhio nelle giornate che per lui contano. Attenzione, perché nel 2019 il finlandese ha marcato ben tre date sulle quali concentrare tutte le proprie energie.

La prima è il 24 febbraio, anniversario del suo trionfo a Cinque cerchi. Quel giorno a Seefeld si disputerà la team sprint in alternato dei Mondiali.

Col ritiro di Sami Jauhojärvi sarà probabilmente Ristomatti Hakola il nuovo partner assieme a cui cercherà di replicare quanto già fatto a Sochi 2014, ma sfuggitogli a Lahti 2017, complice la collisione avuta nel finale col norvegese Iversen. È lo stesso Niskanen a investire Hakola, affermando che”sarei contento di fare squadra con Ristomatti a Seefeld. Negli ultimi anni ha avuto grande costanza nelle sprint, ma al contempo è parecchio migliorato nelle gare su media distanza ed in classico in particolare. Dopo la delusione patita nella discesa finale a Lahti la team sprint è una gara che sento in maniera particolare“.

Il 27 febbraio è poi programmata la 15 km a tecnica classica, dove Iivo cercherà di difendere il titolo ottenuto nel 2017: “A Seefeld scierò da campione uscente e ci tengo a riconfermarmi. Mi sto preparando intensamente da questa estate per arrivare al massimo della mia condizione in quel periodo. Sto seguendo esattamente lo stesso programma di lavoro avuto due anni fa con la sola differenza di aver aggiunto un periodo di training in più al di fuori della Finlandia, fra Livigno e la Val Senales“

Infine il suo terzo importante obiettivo il è il 9 marzo, con la mitica 50km di Holmenkollen in alternato da lui già sfiorata due stagioni orsono.

Per raggiungere questi traguardi il ventiseienne finnico ha già stilato il suo programma di avvicinamento verso la miglior condizione, che prevede il debutto a metà novembre con la Suomen Cup di Rovaniemi e le tre tappe nordiche di Coppa del Mondo a Ruka, Lillehammer e Beitøstolen in rapida successione.

Da lì assieme al fidato coach Olli Ohtonen si farà il punto della situazione su condizione, futuri impegni e successivi training camps. Già fin d'ora i due hanno espresso all'unisono la decisione di non partecipare al Tour de Ski:”Il programma non fa per me con le due sprint e la 15km a pattinaggio in partenza. Quindi meglio risparmiare energie, prepararmi a casa e gareggiare a Vuokatti in Scandinavian cup ad inizio anno“.

Tutti e tre gli obiettivi di Niskanen per il 2019 sono nella tecnica a lui più congeniale, ma già durante questa estate il finlandese ha anche lavorato molto per migliorare il suo passo pattinato: ”La mia tecnica classica è sempre stata migliore dello skating per via della mia struttura fisica. In alternato tutto è molto semplice e naturale per me, sulla tecnica non ci devo lavorare più di tanto. Invece a skating devo ancora fissare bene alcuni punti, ma col lavoro di questi ultimi due anni devo dire che sono progredito parecchio se paragonato al mio livello di inizio carriera. Come tecnica di base ora sono quasi all'altezza dei migliori, ma entro ancora in difficoltà quando sono affaticato nelle gare che hanno uno sviluppo dai 30km in su. Comunque, per lottare per le posizioni di vertice della generale, dovrò fare un ulteriore step in avanti in pattinato. So già che la prossima estate buona parte del mio lavoro sarà totalmente finalizzata in questa direzione. La Sfera di cristallo per me è un obiettivo a medio termine”.

Dopo la conquista del secondo oro olimpico in carriera,  Niskanen ha avuto un periodo primaverile in cui non si è fatto mancare quasi niente. Bagno di folla a Kuopio e successiva parata trionfale lungo le vie della città della Savonia, incontri con media e sponsor, partecipazione a show televisivi, spettatore interessato di competizioni ippiche con i cavalli della sua scuderia spesso trionfatori.

A inizio maggio ha cambiato manager e società sciistica, abbandonando il club di Vuokatti che lo ha valorizzato fin da studente per approdare alla storica società della sua città, il Puijo Hiihtoseura. Quindi a inizio giugno è avvenuta la più grossa novità in casa Niskanen, con il matrimonio con la fidanzata di lungo corso dai tempi del liceo ed ex fondista Saana Kemppainen.

In chiusura di intervista il fondista di Vieremä ha raccontato per la prima volta di un particolare campanello d'allarme che lo aveva intimorito parecchio tre settimane prima di iniziare le Olimpiadi coreane: “Lo scorso anno, tutta la prima parte di stagione era andata secondo i miei piani con il mio programma di fare le prime tre tappe del Tour de Ski e poi tornare in Finlandia a prepararmi per la 50km. Tuttavia al rientro in Coppa del Mondo per le tappe di Planica e Seefeld di fine gennaio i risultati sono stati mediocri. Ci siamo accorti che il mio corpo era in sovraccarico e la mia situazione era lontana da quella ideale. In quell'occasione credetti che le mie Olimpiadi fossero già finite prima di cominciare. Il mio coach Olli ha radicalmente cambiato il programma finale di avvicinamento. In Corea nelle prime due gare (skiathlon e sprint, ndr) le mie sensazioni erano ancora parecchie negative, ma poi il mio miglior tempo nella seconda frazione in staffetta mi ha ridato il sorriso. I dati mostravano che avevo nuovamente trovato la mia miglior condizione poco prima della 50km. Ecco quella modifica sui programmi di lavoro ha cambiato una possibile catastrofe in una grande eroica impresa".

Paolo Romanò

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