Glenn Lindholm è sempre stato abituato a lavorare in varie zone del mondo, tuttavia l’esperienza in Cina è stata probabilmente una delle più complicate che abbia incontrato. Il direttore tecnico della nazionale asiatica di sci di fondo ha raccontato in un’intervista a Iltalehti la propria esperienza che lo ha portato alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026.
“Abbiamo trascorso lunghi periodi di tempo all’interno del recinto del centro di addestramento e le guardie erano al cancello – ha confessato Lindholm -. Ogni domenica dovevamo fare un rapporto al Comitato Olimpico Cinese a Pechino su cosa fosse andato bene e dove avessimo fallito. Monitorano e filmano ogni sessione di allenamento in continuazione. Fa parte della loro cultura”.
Per migliorare la preparazione, il tecnico finlandese ha proposto alla Federazione Cinese di sfruttare gli impianti di Zhangjiakou, realizzati per le Olimpiadi Invernali di Pechino 2022, tuttavia è arrivata una risposta negativa. “Mi è stato detto che non potevo andarci perché i posti erano in pessime condizioni. Per il resto la situazione è ottima. Vorrei che la Finlandia avesse strutture di allenamento per lo sci di fondo simili”.
Nonostante i grandi investimenti compiuti proprio in occasione della rassegna a cinque cerchi, secondo Lindholm non ci sono grandi possibilità di vedere a breve la Cina ad alti livelli internazionali: “Spero che la Cina si affermi nello sci nordico, ma non è molto probabile, almeno non nei prossimi anni – ha concluso il finlandese -. Ci sono 10-12 squadre provinciali in Cina che stanno ottenendo buoni risultati: hanno finanziamenti e allenatori. Le squadre provinciali non permettono ai loro migliori atleti di entrare a far parte della nazionale, ma questi atleti rimangono a gareggiare in Cina”.
